Le case motociclistiche artigianali e i loro modelli: una realtà che poteva essere evitata o un mondo meraviglioso tutto da ammirare?
Le case motociclistiche artigianali sono una realtà imprescindibile che sopravvive nonostante il mercato di nicchia. Se ci fate caso ogni marchio appartenente a questa categoria trova sempre elementi in comune l'uno con l'altro: moto meravigliose che testimoniano la maestria degli ingegneri e dei meccanici,prezzi inaccessibili per i comuni mortali,soluzioni tecniche molto azzardate e particolari e rigorosamente tutto costruito a mano per un design pazzesco,una cura maniacale dei particolari e emozioni uniche; dalla Boxer Motorcycles, alla Avinton, alla Midual, alla Millepercento e ancora tante altre: la Ghezzi & Brian, la CR&S, la Brough Superior, la Voxan e mi fermo qui perché potrei andare oltre. Molti spesso si chiedono se tutto ciò possa servire,se questi mezzi possano rivestire un ruolo veramente di rilievo nell'industria motociclistica; ebbene c'è una ragione per la quale queste piccole realtà di nicchia esistono e perdurano nel tempo; chi di voi è un osservatore nonché conoscitore del mondo delle due ruote saprà che quest'ultime sono sorte tra il 1966,anno di nascita della Bimota e il 2007,anno di nascita della Millepercento. Questo avrà fatto scattare di certo, nella mente di alcuni, la domanda: ma perchè così tardive? Perché non prima? La risposta sta nel fatto che,fino agli anni 30' e ancora in parte per tutti gli anni 40' e 50' la motocicletta era d'élite, riservata a pochi,ma dagli anni 60' qualcosa cambiò: con l'imporsi delle moto nipponiche,molto più economiche delle italiane,ma ugualmente straordinarie e con la conseguente crisi del settore motociclistico dopo il 1957 con il ritiro dalle competizioni mondiali e il patto di astensione, nonché l'avvio delle esportazioni estere, ebbene questi tre eventi fecero calare i prezzi e resero la motocicletta molto più accessibile e abbordabile. Dopo questi eventi i più elitari hanno voluto però l'esclusiva e i mezzi "normali" non bastavano più e fu così che partirono progetti di fusione di componenti,artigianato e soluzioni tecniche avveniristiche e azzardate sia nella produzione che nelle competizioni: La Bimota fu pioniera in questo settore,ma tutte le altre motociclette sperimentali come l'australiana Jada,la nostrana Linto,la tedesca Konig,e ancora altre italiane come la Sanvenero e la Paton,la Seeley inglese o ancora la francese Chevallier e la ELF. La regola vigente era: "strano è bello" e se a questo si aggiungevano aggettivi come futuristico,innovativo,spaziale, ecco che si era sulla retta via: vorrei ancora trattenermi e raccontarvi dei vari modelli che hanno caratterizzato queste realtà industriali più o meno moderne,ma mi limiterò a citarvi i più significativi e lascerò parlare le immagini al posto mio.
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| Voxan VX-10 |
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| La Avinton |
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| Ariel Ace |
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| Brough Superior SS100 Lawrence |
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| Vyrus Alyen |
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| Boxer Bike BA737 |
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| CE&S DUU |
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| Sachs Beast 1000 |
Bimota Tesi 1d
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| Ghezzi&Brian Furia |
Per concludere questo articolo vorrei soffermarmi su un punto che vi ho tralasciato: le schede tecniche di queste motociclette non le ho volutamente aggiunte,poiché sono molto variegate in ogni loro aspetto,per esempio la potenza: si passa dai 90 cavalli ai 205 e i materiali e le componenti sono tutti di prim'ordine,ma dato che voi siete i protagonisti di questo blog tanto quanto me ecco che lascio il compito a voi di appassionarvi e di cercare ogni dato possibile su queste meraviglie dell'uomo e anche altre ancora per comprendere tutto ciò che c'è dietro a questo meraviglioso mondo di manifattura e artigianato.