domenica 11 aprile 2021

Sam Lowes: colui che può entrare nel mito

 

Sam Lowes: il britannico che diventerà materia di leggenda

In questo articolo non voglio parlarvi dell'inizio della stagione moto2 come ho fatto per la top class, bensì vorrei concentrarmi su un pilota in particolare, ovvero Sam Lowes; alcuni di voi si potrebbero chiedere il perché del mio parlare di lui e la risposta è questa: questo ragazzo britannico, classe 1990, fratello gemello di Alexander Lowes(pilota più che discreto del WSBK) sta per riscrivere la storia. Per chi non lo conoscesse Sam Lowes ha iniziato la carriera nei campionati britannici raggiungendo ottimi risultati, dopodiché passa al Mondiale Supersport 600 vincendolo nel 2013: contrariamente a quanto si possa pensare il salto di carriera non fu Supersport Superbike ma Supersport Moto2; come sapete il Regno Unito non trionfa nel motomondiale prototipi da un pezzo,almeno non come una volta: alcuni nomi hanno regalato belle emozioni alla Gran Bretagna negli ultimi tempi: prima Bradley Smith,vice-campione del mondo in classe 125 alla fine degli anni 2000' e poi Scott Redding,vice-campione del mondo della Moto2 nel 2013; poco dopo arrivò il titolo di Danny Kent in Moto3 nel 2015 e ovviamente non dobbiamo dimenticarci di Cal Crutchlow, con le sue tre vittorie in MotoGP e i suoi svariati podi che più volte lo hanno fatto arrivare nelle prime 5 posizioni della classifica generale; è da segnalare infine nel 2019 il secondo posto in classifica generale di Bradley Smith in MotoE,nonché le vittorie di John Mcphee in Moto3(5^ nel 2019). 

Supersport 600 2013

MotoGP 2018







Sam Lowes in moto2 2021


E Sam Lowes? Che ha fatto di così eclatante? Beh è semplice; non solo ha dimostrato di essere forte anche a livello di Mondiale Prototipi, ma è anche riuscito tra il 2014,2015 e 2016 e tra il 2020 e l'inizio del 2021 a eguagliare il numero di vittorie e di podi totalizzati in Supersport 600 e se continua così potrebbe diventare il primo pilota della storia del Motomondiale a vincere prima il titolo nelle derivate di serie e poi nel motomondiale prototipi. 8 vittorie e 23 podi in supersport e 8 vittorie e 20 podi in moto2,ecco di che parlo. Anche altri piloti in realtà hanno raggiunto tali risultati,ma quest'ultimi hanno compiuto tale impresa al contrario, cioè dai prototipi alle derivate di serie: gli unici che come lui sono riusciti a compiere prima di lui questa scalata al successo sono stati Franco Morbidelli e il buon'anima di Nicky Hayden. Il "morbido" ha vinto nel 2013 il campionato europeo Superstock 600 per poi vincere il Mondiale Moto2 nel 2017 mentre Nicky Hayden vinse nel 2002 l'A.M.A. Superbike per poi vincere il Mondiale MotoGP nel 2006. Spero per lui che questo risultato si avveri,per dare lustro alla sua nazione e per vedere di nuovo trionfare la Gran Bretagna,a 6 anni dal titolo di Kent.

lunedì 5 aprile 2021

Il motomondiale 2021



Il motomondiale 2021: un inizio da mozzare il fiato!!!!!

 Il Motomondiale 2021 è iniziato,ormai da due weekend: il Quatar ha ospitato due volte i missili su due ruote di livello mondiale e ne abbiamo già viste di tutti i colori in soli due Gp,e con tutti i colori non scherzo: dal nero,all'arancione,all'azzurro,al rosso e al bianco: più protagonisti e gare stupende in tutte e tre le categorie: il livello è sempre più alto,e i nomi sempre più interessanti: nonostante le due sole gare disputatesi sono già molti i pronostici, ma lasciate che ora vi porti più nel dettaglio: non farò semplicemente un resoconto della gara,ma andrò per punti specifici,in modo particolare per la MotoGP:



1. Crisi Yamaha? E dove scusa? Da anni sento parlare di crisi della Yamaha e io mi stupisco ogni volta: so che spesso sorgono i problemi,tra cui il grip del posteriore,la velocità massima,ma su due gare del 2021,due ne ha vinte la Yamaha,quella ufficiale,portando ad uno stato di grazia il buon Fabio e il buon Maverick; una gestione perfetta della gara da parte di entrambi in entrambi i weekend,io non ho nulla da dire su loro,che tra 2019,2020 e ora rappresentano oramai la vera coppia vincente del team Yamaha. Altro discorso vale per il team Petronas,che con due piloti sicuramente talentuosi e una moto che in realtà nel 2020 ha dato parecchie soddisfazioni(6 vittorie e il Morbido vice-campione del mondo) sta facendo storcere il naso,poiché sembra non riescano a centrare il punto; spero solo che riusciranno a risolvere i problemi; ma nel complesso,Yamaha continua così(quella ufficiale).

Franco Morbidelli

Fabio Quartararo

Valentino Rossi

Maverick Vinales

2. Ducati: che diavolo di motore ha? Ragazzi c'è poco da dire,questo mostro su due ruote targato Italia fa paura; basti pensare alla pole position di Pecco Bagnaia,al record di Jack Miller nei test e al record di Joann Zarco di 362,5 Km/h, ma soprattutto la pole di un rookie come Jorge Martin all'esordio in MotoGP; so che purtroppo per la rossa ufficiale in gara,a parte il podio di Bagnaia lo scorso weekend,gli altri numeri non sono il massimo: un sesto posto di miracolo per l'italiano, mentre due noni posti per l'australiano: purtroppo il salto dal team satellite al team ufficiale si sente sempre,ma devono affrettarsi,perché i cani famelici assetati di vitoria sono sempre dietro l'angolo; ora però fermiamoci con la negatività,perché se c'è un pilota che non perde tempo è il francese Zarco: due podi consecutivi,40 punti e vola in testa alla classifica del campionato,e il giovane Martin, classe 1998, ha già realizzato un podio dopo il 15^ posto di gara1: come diceva Emis Killa: "Siamo Dream Team". Velocità,adrenalina,grinta e prestazioni da capogiro: la Ducati ha raggiunto il nirvana con un motore quasi perfetto, ora è il momento del working out per i due rossi ufficiali.

Jorge Martin

Pecco Bagnaia

Jack Miller

Joann Zarco


3. Suzuki: è sempre la stessa e menomale: il team di Hamamatsu, reduce dal titolo mondiale di Mir del 2020, ora è letteralmente accerchiata da rivali senza precedenti,ma i due suoi piloti, entrambi giovani e molto talentuosi, non si fanno troppo intimidire: Mir che sfiora il podio e arriva quarto solo per un errore in curva, Rins già 6^ in gara1 questa volta è arrivato 4^ anche se Mir solo 9^; poche modifiche alla moto e puro talento e determinazione fanno della Suzuki un'arma vincente,se usata nel modo corretto, perciò la strada verso un secondo titolo consecutivo ci può essere.

Alex Rins

Joan Mir





4. Aprilia: la sorpresa delle sorprese: Un brivido vi attraverserà la schiena: l'Aprilia? Non ha mai fatto niente in top class,ebbene questo potrebbe cambiare; il povero Aleix ha sempre dato l'anima per la casa di Noale e ci ha sempre creduto; ed ecco che in due gare,in qualifica e nei test era ed è sempre nei primi 10: certo lo so,zero podi,zero pole position,zero giri veloci,ma questo vi fa capire come ci sia stato un bello step in avanti: speriamo si mantenga così per tutta la stagione,per aprire un nuovo capitolo della storia di Aprilia, fino ad ora rimasto sopito.

Lorenzo Savadori

Aleix Espargaro





5. Ktm: una piccola luce di speranza in fondo al tunnel: Durante i test mi sembrava spacciata,sempre in fondo,lo stesso Oliveira oltre l'11^ posto non saliva con i tempi: le qualifiche poi hanno riconfermato le difficoltà e la gara dello scorso weekend ha fatto preoccupare veramente tutti: 13^ e 14^ i due ufficiali e il Tech3..va beh lasciamo perdere,ma la speranza è l'ultima a morire e Brad Binder,infatti,in gara2,con il suo 8^ posto ha risollevato le sorti del marchio di Mattighofen; so che è poco ma si è scoperto il problema: le Ktm non sono affatto adatte a Losail; il loro telaio mal sopporta il terzo settore della pista del Quatar,ricca di curve a destra e di conseguenza perde di efficacia; speriamo quindi nel GP di Estoril.

Miguel Oliveira

Brad Binder

Iker Lecuona

Danilo Petrucci

6. Honda: Marchi Marchi Marchi,dove sei? Come già si sapeva la Honda senza Marquez e da quando poi il buon Daniel Pedrosa si è ritirato,non riesce a ingranare: Pol Espargaro è appena arrivato,Alex Marquez ha fatto solo una stagione e Stefan è un collaudatore ormai e Jorge Lorenzo nel 2019....va beh lasciamo perdere: il problema però non sono i piloti,ma la moto: la Honda,dal 2016 in poi,è stata cucita su misura per Marc Marquez,in tutto e per tutto,anche per il suo stile di guida e gli altri piloti non possono quindi fare nulla,fanno quello che possono per usare parole semplici.

Marc Marquez

Stefan Bradl

Pol Espargaro

Takaaki Nakagami

Alex Marquez







In conclusione posso dire che questo Mondiale moto 2021 sarà meraviglioso a dir poco,ricco di emozioni e sorprese,questo è solo l'inizio: per le altre due categorie ci saranno altri due articoli dedicati a quest'ultime; che emozioni e che suoni e che gare,che siano tutte così fino alla fine della stagione!!!

100

La Storia della Bimota: L’Eccellenza Artigianale delle Moto Italiane Buongiorno Riders e appassionati! Questo è il mio 100° articolo. Anco...