lunedì 21 febbraio 2022

Una moto dimenticata: la Betamotor M4 350




La Betamotor M4: storia di un mito dimenticato


Vi ricordate l'articolo che feci sulla Honda XR 125 L, ormai quasi due anni fa? Ebbene per chi si ricorda di quella moto saprà già che si trattava di uno di quegli ultimi esempi di moto spartana, che mischiava la modernità degli anni 2000 alla semplicità più accentuata, che la rendeva per me straordinaria e degna di nota. . . Oggi siamo qui per rispolverare quel mondo, quella filosofia di moto, ma questa volta parlando di un motard, un altro dopo la MZ: sto parlando del Betamotor M4 350. Parliamo di un mezzo purtroppo non molto considerato, proprio a causa di uno stile che ricalcava molto la spartanità appartenente alla seconda metà degli anni 90' per quanto riguardava questo genere in modo particolare. Immagino però ora siate curiosi di scoprire di che si tratta: questo Motard aveva molte buone caratteristiche a mio modo di vedere; a partire dal motore, che era un Suzuki; per i più esperti salterà subito all'occhio il fatto che quel motore monocilindrico di 349cc. con i suoi 29 cavalli, raffreddato ad aria, quattro valvole e monoalbero apparteneva a non altre che la Dr 350 s e quest'ultimo venne anche adottato sulla Cagiva W12 350, detta anche T4.


Quando si sa di avere l'affidabilità di un motore nipponico, unito alla maestria di una casa nostrana come la Beta, specializzata nel settore delle moto leggere, non ci si può aspettare altro che un buon lavoro. Proseguendo poi nella lista degli aspetti positivi di questa "piccola" motardona ciò che la rendeva appetibile era la sua linea molto snella, tanto da conferirle una leggerezza piuttosto considerevole, senza però sacrificare la praticità, ed ecco che il serbatoio era da 10,5 litri. Questo permetteva quindi, grazie ai consumi molto parchi del motore, di compiere discrete gitarelle. Per quanto poi fosse spartana un punto a favore va di certo alla strumentazione, che era interamente digitale e completa di tutte le informazioni necessarie, unite ovviamente alle immortali spie sul cruscotto. La seduta era posta a 87 cm da terra, nè troppo nè troppo poco; anche per i meno alti di statura la snellezza del mezzo permetteva di toccare abbastanza agevolmente a terra con entrambi i piedi. Ultimo aspetto da segnalare e non meno importante, le due ruote da 17" avevano una sezione molto larga, si trattava di un 120/70 all'anteriore e di un 150/60 al posteriore; questo faceva sì che l'appoggio in curva fosse più che buono, anche se come per ogni Motard che si rispetti, gli angoli di piega non potevano essere esasperati, a causa del baricentro alto. Per concludere il carburatore Mikuni da 33mm. , la forcella a steli rovesciati da 46 mm e i dischi freno da 310 mm. e 220 mm, completavano l'opera, rendendo questo "semplice" Motard un piccolo gioiello. 


Non so perché molti abbiano sempre scantonato all'idea di comprare questo Motard, anche perché il prezzo era veramente corretto, si trattava di un mezzo ben al di sotto dei 5.000 euro, che garantiva sicurezza e affidabilità, ma soprattutto divertimento senza esagerare e la capacità di insegnarti ad andare in moto con l'equipaggiamento giusto per godersi il viaggio in piena sicurezza. Se dovessi proprio fare il puntiglioso e andare a cercare il pelo nell'uovo, gli unici difetti che potrei trovare a questa moto sono il sound, che effettivamente era veramente fiacco e privo di qualunque personalità e la sella un po'dura, che alla lunga poteva essere scomoda. Tolti questi due difetti è un motard da prendere per quello che ti offre, come la Honda XR 125 L; erano moto spartane sì, semplici all'esterno, ma che ti davano tanto senza chiedere nulla in cambio; l'unica cosa che si poteva fare con loro era capirle. Il fatto che le prestazioni fossero minori rispetto ad altri motard, o l'altezza delle sospensioni che non ti permetteva di utilizzare una guida "sportiva" erano tratti distintivi di tutti i motard, anche quelli più sofisticati e potenti. Ecco quindi un altro gioiellino, che come tutti quelli che vi porto in questo blog non sono stati capiti dalla maggior parte delle persone. . . Beta M4, un mito dal 2006 al 2016, che ora è diventato leggenda.

Qua di seguito vi lascio la scheda tecnica così potete capire quali fossero tutte le sue doti.

Displacement349.0 ccm (21.30 cubic inches)
Engine typeSingle cylinder, four-stroke
Compression9.5:1
Bore x stroke79.0 x 71.2 mm (3.1 x 2.8 inches)
Valves per cylinder4
Fuel systemCarburettor. Mikuni BST 33
Fuel controlSingle Overhead Cams (SOHC)
IgnitionElectronic
Cooling systemAir
Gearbox5-speed
Chassis, suspension, brakes and wheels
Frame typeSteel
Front suspensionHydraulic fork
Front wheel travel220 mm (8.7 inches)
Rear suspensionMonoshock with adjustable spring preload
Rear wheel travel220 mm (8.7 inches)
Front brakesSingle disc
Diameter310 mm (12.2 inches)
Rear brakesSingle disc
Diameter220 mm (8.7 inches)
Physical measures and capacities
Dry weight133.0 kg (293.2 pounds)
Seat height920 mm (36.2 inches) If adjustable, lowest setting.
Overall length2160 mm (85.0 inches)
Overall width860 mm (33.9 inches)
Ground clearance305 mm (12.0 inches)
Wheelbase1410 mm (55.5 inches)
Fuel capacity10.50 litres (3.04 US gallons)















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