mercoledì 23 settembre 2020

La Ssp300 del 2020

 



Forza Olanda nella ssp300 2020,ma soprattutto spazio alla multi etnicità!!!!

Beh che dire? Le sorprese continuano e questo Motomondiale 2020 mi entusiasma sempre di più: per un campionato che vedevo in seria difficoltà per la sua monotonia(vincevano quasi solo gli spagnoli),quest'anno ha deciso di riscattarsi,portando 50 ragazzi compresi tra i 15 e i 25 anni di e di ben 13 nazionalità differenti...e a proposito di nazioni le vittorie sono state: due per la Turchia con il nipote di Kenan Sofouglu,Bahattin,una per il Giappone con Yuta Okaya,due per la Spagna con Ana Carasco e Unai Orradre,ed infine ben quattro per l'Olanda con Scott Deroue e Jeffrey Buis e una per la Gran Bretagna con Tom Booth-Amos; e il Brasile,con i fratelli Tom e Meikon Kawakami,l'Italia con Thomas Brianti e con Filippo Rovelli,la Francia con Samuel di Sora e Hugo de Cancellis. Tutto questo,unito a gare emozionanti,sorpassi,incroci di traiettoria,duelli all'ultima curva e momenti incredibili,per un campionato che si chiuderà con il titolo di un olandese,ma chi sarà tra i due?





La Ssp600 del 2020


 

Campioni si nasce o si diventa? La ssp600 non è mai stata così entusiasmante per l'Italia.


Chi si aspettava un mondiale supersport così? Non molti credo,ma Andrea Locatelli ha zittito tutti: dopo 21 anni dal titolo mondiale del 1998 di Fabrizio Pirovano con la Suzuki gsx-r 600,e dopo anni con Federico Caricasulo,Luca Scassa,Raffaele De Rosa,Axel Bassani,Ayrton Badovini,autori di risultati eccellenti,finalmente l'Italia può dire di avercela fatta! Già dalla prima gara in Australia questo ragazzo,all'esordio in una categoria totalmente nuova e reduce di due soli podi nella moto3 nel 2016,ecco che compie la prima magia,la prima delle 10; sì esatto,avete capito bene,su 11 gare 10 vittorie,con annesse pole position e 6 giri veloci. Gli altri piloti,ugualmente forti,da Isaac Vinales,Steven Odendaal,Philipp Ottl,Jules Cluzel,Lucas Mahias,Corentin Perolari e Raffaele de Rosa hanno solo sognato di stargli dietro; inarrestabile e inarrivabile,in 23 anni di questa categoria nessuno aveva mai assistito ad un simile dominio...soltanto la pioggia scrosciante di gara 1 a Catalunya l'ha fermato; se già Randy Krummenacher e Caricasulo hanno portato gioia al team Bardhal Evan bros. questo ragazzo di appena 24 anni ha regalato un'emozione unica. Ora il contratto per la Superbike per Locatelli è già pronto,perciò che farà in futuro questo giovane?











La SBK del 2020

 


Le derivate di serie(mondiali) 2020: bilancio finale positivo o negativo?

So che è presto per parlare di bilanci finali,ma oramai per dirla alla francese "Les jeux sont faites"...e non esagero; credete veramente che Jonny Rea sprechi l'occasione d'oro di arrivare a 100 vittorie in carriera? Per quanti sforzi Scott Redding faccia ormai il sesto titolo mondiale consecutivo del "cannibale" è più che vicino,con sole sei gare rimaste e ben 51 punti di vantaggio sul britannico di Ducati Aruba. Per quanto mi riguarda non c'è da stupirsi: la Ducati ha dimostrato di avere in serbo non uno,ma ben tre piloti pronti all'assalto della casa di Akashi: partiamo da Redding: non si può criticare la sua performance: 4 vittorie e 13 podi non sono affatto male all'esordio nel mondiale SBK,non si può pretendere che tutti siano Ben Spies; il secondo è un vecchio nemico/amico del nordirlandese: il gallese Chaz Davies!!! Che totalizza una vittoria e svariati podi con l'ostica(a detta sua nel 2019) V4 r arrivando a 31 vittorie e 94 podi in carriera,ed infine la prima delle sorprese del 2020...Michael Ruben Rinaldi,pilota del team GoEleven,che vincerà sicuramente il titolo indipendenti,che totalizza una vittoria e due podi di seguito,tutti in un weekend. Nel primo articolo di questo piccolo blog vi avevo parlato di una certa "crisi delle derivate di serie",quasi avevo lanciato un SOS alla Dorna implorandoli di fare qualcosa,e sembra che mi abbiano ascoltato: i piloti da 19 a malapena a 24/25,ma sopratutto un grande anche se breve ritorno di lui...Marco Melandri,il secondo re della superbike moderna senza la corona. 




Se da un lato vi ho parlato di piloti che mi hanno emozionato con le loro performance,ora purtroppo devo anche parlarvi di chi non mi ha soddisfatto più di tanto,o meglio piloti da cui ogni spettatore della superbike si immaginava altro: parto dall'astro nascente,il turco 24enne...con un inizio da cineteca,vincendo in modo spettacolare davanti a tutti con la sua Yamaha e dopo qulache podio qua e là ha dovuto fare i conti con molte difficoltà totalizzando risultati un po'lontani dal 2019 e un quinto posto in classifica generale,questa volta al contrario della scorsa stagione,con un po'più di amarezza.
E ora passiamo ad un'ombra e a un "fanalino di coda",ovvero Tom Sykes e Alexander Lowes. Il campione del mondo del 2013,e il tre volte vincitore della 8 ore di Suzuka,dopo una discreta stagione 2019,li abbiamo visti arrancare,soprattutto Lowes,che con la verdona ufficiale,dopo un inizio molto promettente a Philipp Island,è caduto nella zona limite della top 10. La BMW S1000rr,nonostante il profondo cambiamento è ancora troppo incompleta.



e la Honda? beh il nuovo missile su due ruote di Kyoto da 217,5 cavalli di partenza non ha combinato praticamente nulla,se non il terzo posto di Bautista e qualche sprazzo in termini di superpole race e risultati in gara,ma l'immortale Haslam e il giovane-vecchio Bau Bau devono ancora capire la spada di fuoco 2020. Menzione d'onore per altri due piloti su yamaha,ovvero l'olandese Van der Mark,con una vittoria e svariati podi e il texano Garret Gerloff,autore di un'entusiasmante gara a catalunya,con il suo primo podio; perciò in poche parole,il bilancio è positivo,tante emozioni,colpi di scena.soddisfazioni,e un Johnny sempre più vicino a rompere la quarta parete delle derivate di serie. A questo punto che cosa accadrà nel 2021? Con il ritorno definitivo dell'Aprilia e i cambi di regolamento e tutte le new entries?
Per le altre categorie aspettate i prossimi articoli.......







giovedì 10 settembre 2020

Misano 2020: i giochi termineranno qui per Dovizioso?


Misano Adriatico: l'ora della verità: Andrea Dovizioso potrà mettere le basi per un ipotetico titolo? E come se la caveranno gli altri italiani?

MotoGP, le emozioni di Misano 2018 - FOTO - Motori News 24

Now the dreams begin


Sono passati 40 anni da quella primissima volta che si corse a Misano nel Motomondiale,con le vittorie di Eugenio Lazzarini in classe 50 e di Pier Paolo Bianchi in classe 125: in realtà questo circuito è tappa fissa del Motomondiale solo dal 2007,poiché per molti anni il Gran premio d'Italia era a Monza,poi si aggiunse il Mugello,ed infine Misano Adriatico; orgoglio degli abitanti di San Marino,nonché uno dei circuiti più importanti della storia delle due ruote. Ma perché ve ne sto parlando? 

Alcune dicerie affermano che i piloti italiani non sono più in grado di vincere come una volta; ne siete sicuri? A quanto ne so,ultimamente l'Italia non può lamentarsi per numero di titoli mondiali e di vittorie da parte dei bianco-rosso-verdi. La questione,tuttavia,è più calda adesso. Andrea Dovizioso,dopo anni di tentativi e dopo anni di vittorie di piloti spagnoli,senza Marc Marquez ha un'occasione d'oro,ovvero aprirsi la strada verso il titolo mondiale,un sogno che sembrava ormai irrealizzabile,ma che potrebbe concretizzarsi nelle mani di questo grande pilota italiano,che negli ultimi anni ha regalato alla Ducati emozioni uniche,in particolar modo dal 2017. Ovviamente so che la moto2 e la moto3 non deluderanno le aspettative e in ogni caso ci godremo uno spettacolo senza precedenti: KTM,Ducati,e le altre case si daranno battaglia per vedere chi passerà per primo sotto la bandiera a scacchi: per il momento sono a corto di informazioni,ma non voglio spoilerarvi niente,dato che le magie più belle le vedremo da domani in poi. Fin'ora i piloti italiani hanno trionfato 21 volte a Misano e in ogni categoria.


Misano - Race results. | MotoGP | Crash                                                   Motomondiale 1981; Lucchinelli Campione del Mondo… - ItaliaOnRoad - Rivista  Italia Motori ItaliaOnRoad – Rivista Italia Motori   


Chi vi dice che il motociclismo non è più quello di un tempo ha ragione per certi versi,ma non ha completamente azzeccato il ragionamento; è vero,molte cose sono cambiate e se dovessimo fare un elenco di tutto ciò che è differente dal passato rispetto ad oggi impiegheremmo giornate intere,ma alcuni aspetti non sono cambiati affatto: lo spettacolo,l'adrenalina,i duelli per la vittoria,la multi-etnicità del mondiale e le sorprese!! Con queste premesse non mi resta altro che fare un grande in bocca al lupo ai piloti della MotoGP,della Moto2,della Moto3 e della MotoE.

Che vinca il migliore!!







100

La Storia della Bimota: L’Eccellenza Artigianale delle Moto Italiane Buongiorno Riders e appassionati! Questo è il mio 100° articolo. Anco...