Le derivate di serie(mondiali) 2020: bilancio finale positivo o negativo?
So che è presto per parlare di bilanci finali,ma oramai per dirla alla francese "Les jeux sont faites"...e non esagero; credete veramente che Jonny Rea sprechi l'occasione d'oro di arrivare a 100 vittorie in carriera? Per quanti sforzi Scott Redding faccia ormai il sesto titolo mondiale consecutivo del "cannibale" è più che vicino,con sole sei gare rimaste e ben 51 punti di vantaggio sul britannico di Ducati Aruba. Per quanto mi riguarda non c'è da stupirsi: la Ducati ha dimostrato di avere in serbo non uno,ma ben tre piloti pronti all'assalto della casa di Akashi: partiamo da Redding: non si può criticare la sua performance: 4 vittorie e 13 podi non sono affatto male all'esordio nel mondiale SBK,non si può pretendere che tutti siano Ben Spies; il secondo è un vecchio nemico/amico del nordirlandese: il gallese Chaz Davies!!! Che totalizza una vittoria e svariati podi con l'ostica(a detta sua nel 2019) V4 r arrivando a 31 vittorie e 94 podi in carriera,ed infine la prima delle sorprese del 2020...Michael Ruben Rinaldi,pilota del team GoEleven,che vincerà sicuramente il titolo indipendenti,che totalizza una vittoria e due podi di seguito,tutti in un weekend. Nel primo articolo di questo piccolo blog vi avevo parlato di una certa "crisi delle derivate di serie",quasi avevo lanciato un SOS alla Dorna implorandoli di fare qualcosa,e sembra che mi abbiano ascoltato: i piloti da 19 a malapena a 24/25,ma sopratutto un grande anche se breve ritorno di lui...Marco Melandri,il secondo re della superbike moderna senza la corona.



Se da un lato vi ho parlato di piloti che mi hanno emozionato con le loro performance,ora purtroppo devo anche parlarvi di chi non mi ha soddisfatto più di tanto,o meglio piloti da cui ogni spettatore della superbike si immaginava altro: parto dall'astro nascente,il turco 24enne...con un inizio da cineteca,vincendo in modo spettacolare davanti a tutti con la sua Yamaha e dopo qulache podio qua e là ha dovuto fare i conti con molte difficoltà totalizzando risultati un po'lontani dal 2019 e un quinto posto in classifica generale,questa volta al contrario della scorsa stagione,con un po'più di amarezza.
E ora passiamo ad un'ombra e a un "fanalino di coda",ovvero Tom Sykes e Alexander Lowes. Il campione del mondo del 2013,e il tre volte vincitore della 8 ore di Suzuka,dopo una discreta stagione 2019,li abbiamo visti arrancare,soprattutto Lowes,che con la verdona ufficiale,dopo un inizio molto promettente a Philipp Island,è caduto nella zona limite della top 10. La BMW S1000rr,nonostante il profondo cambiamento è ancora troppo incompleta.

e la Honda? beh il nuovo missile su due ruote di Kyoto da 217,5 cavalli di partenza non ha combinato praticamente nulla,se non il terzo posto di Bautista e qualche sprazzo in termini di superpole race e risultati in gara,ma l'immortale Haslam e il giovane-vecchio Bau Bau devono ancora capire la spada di fuoco 2020. Menzione d'onore per altri due piloti su yamaha,ovvero l'olandese Van der Mark,con una vittoria e svariati podi e il texano Garret Gerloff,autore di un'entusiasmante gara a catalunya,con il suo primo podio; perciò in poche parole,il bilancio è positivo,tante emozioni,colpi di scena.soddisfazioni,e un Johnny sempre più vicino a rompere la quarta parete delle derivate di serie. A questo punto che cosa accadrà nel 2021? Con il ritorno definitivo dell'Aprilia e i cambi di regolamento e tutte le new entries?
Per le altre categorie aspettate i prossimi articoli.......