martedì 23 febbraio 2021

La Highland Motorcycle Company



La Highland: la moto svedese che aveva predetto il futuro


 Oggi vi voglio parlare di una casa motociclistica un po'oscura, conosciuta da pochi; i meno esperti di questo ambiente non ne avranno quasi mai sentito parlare addirittura; mi sto riferendo ad un marchio svedese, che trova le sue origini nei primi anni del 2000; occorre fare attenzione a questa annata,poiché per quanto strano possa risultare si tratta di anni fiorenti per quanto riguarda la produzione su larga scala di motociclette; di fatto in questi anni nasceranno molte realtà motociclistiche: dalla Zaeta,alla Vertemati/VOR,alla Mcdeeb,alla Millpercento,alla CR&S fino alla Ghezzi&Brian e CMC. Ma concentriamoci ora sulla casa motociclistica in questione: perchè ve ne sto parlando? La risposta non è complicata,questo gruppo industriale svedese ha anticipato i tempi, creando una linea di supermotard e di enduro con motori da 950 cc bicilindrici da 85 cavalli,fatta eccezione per due modelli soltanto di 750 cc. Inizialmente queste mie parole potrebbero sembrare poco interessanti, poiché i maxi-motard e le super enduro non sono di certo una novità,basti pensare alle KTM o ai CCM o alle MZ e ancora alla BMW HP2 enduro. Ma nel 2003 secondo voi quanti modelli potevano portare una tale cilindrata su un motard o su una enduro? Ve lo dico io, nessuno; queste moto svedesi avevano precorso i tempi,poiché per vedere una simile cilindrata su un motard occorrerà aspettare due anni, fino al 2005, con la KTM 950 Supermoto e addirittura il 2007 per il primo Ducati Hypermotard 1100,e ancora il 2012 per l'Husqvarna Nuda 900r: dunque quali possono essere stati i problemi per la poca riuscita di questo marchio? Beh le ragioni sono piuttosto "improvvisate". Fin dal suo esordio questa casa scandinava ha saputo meravigliare e stupire creando addirittura una maxi-naked di 1050 cc. e continuando la produzione dei suoi motard ed enduro; forse la sua ripetitività in ambito motoristico e il fatto di essere sbocciata in un periodo in cui Husaberg e Husqvarna erano al top per quanto riguardava la gamma motard ed enduro possono avere giocato un ruolo piuttosto "malvagio" per quanto riguarda questa Highland Motorcycles,che fortunatamente è rimasta in piedi nella sua terra natia,ma che non ha visto la luce in fondo al tunnel,nonostante inizialmente molti gruppi asiatici ed europei vollero appoggiarla e spingere la sua produzione. Se oggi avete nella testa il nome di maxi-motard(non supermotard) dovete dire grazie a loro.



950 V2 Outback

950 V2 Supermoto










750 V2 Dirt Track






950 V2 Allroad







lunedì 1 febbraio 2021

La Formula 750(un capitolo fin troppo breve degli anni 70')


La Formula 750: una parentesi durata fin troppo poco 


Buonasera a tutti voi,motociclisti e appassionati; dopo un periodo di assenza rieccomi con una storia a dir poco emozionante,anche se breve: una storia degli anni 70'; oramai lo abbiamo capito,gli anni 70' sono stati il periodo d'oro delle due ruote,per vari motivi,e questa competizione,ovvero la Formula 750,ne è un a delle innumerevoli prove. Ma di che cosa si tratta? Si chiederanno i meno esperti; gli anni 70',anni di innovazione,di evoluzione,di cambiamenti e nuove frontiere erano iniziati con l' "esplosione" di una formula che servirà da monito per gli anni successivi,ovvero l'AMA Superbike,nato nel 1973; gli americani furono i primi ad esplorare non solo una nuova categoria di competizioni,ovvero le derivate di serie,ma furono anche i pionieri delle cilindrate superiori ai 500 cc. nel mondo delle competizioni: nonostante le prime tre stagioni assunsero carattere di tipo nazionale,questo campionato fece nascere talmente tanti consensi,fin dalle sue primissime gare,che i responsabili della F.M.I. pensarono a un concetto simile: e così nel 1973,in maniera del tutto sperimentale nacque la Formula 750....Questa serie nasceva sotto i migliori auspici,poiché sarebbe stata la classe che avrebbe in un certo senso sostituito la ormai consolidata 500. Colmi di entusiasmo,piloti di grande talento parteciparono fin da subito,desiderosi di approdare nel nuovo universo delle 750 a due tempi,sì avete capito bene; si trattava di motori da 750 cc,evoluzioni dei 500 cc. quadricilindrici o tricilindrici o bicilindrici da competizione di quel periodo,a due tempi e con potenze comprese tra i 90 cavalli e i 130/140 cavalli,erano dei veri e propri mostri indomabili. La serie,comunque,continuò nel 1974,poi nel 1975 e  nel 1976 divenne di carattere internazionale: Barry Sheene,John Dodds,Jack Findaly e Victor Palòmo furono i primi campioni di questa serie: dal 1977,l'ultimo azzardo...la competizione assunse valenza mondiale,dando vita al primissimo campione mondiale per l'America ovvero Steve Baker,l'anno successivo fu la volta di Jonny Cecotto,il venezuelano che già tre anni prima aveva vinto il mondiale 350 e che sarà protagonista anche nel mondiale 500,nella 200 miglia di Daytona e nella 200 miglia di Imola negli anni successivi ed infine nell'ultima edizione il francese Patrick Pons,il primo campione mondiale per la Francia nel Motomondiale,anche lui protagonista negli anni successivi sia nella 500 che nella 200 miglia di Daytona. Se pensate che la lista dei nomi si fermi qui vi sbagliate e fortunatamente anche le moto erano tantissime: Suzuki,Yamaha,Kawasaki,Honda,Ducati,Laverda,Konig e altre ancora.




La Yamaha TZ750

La Suzuki XR 750

La Norton 750

La Kawasaki KR750

L'Harley-Davidson 750

La BSA Rocket 750


Dopo aver ripercorso la storia di questa categoria,di questo scenario straordinario degli anni 70',occorre "fare il lavoro sporco" e comprendere le ragioni per le quali questa serie è completamente sparita nel giro di pochi anni; inizialmente,nonostante la preparazione ottima dei meccanici delle competizioni,i problemi erano molti,come anche le rotture; questo accadeva perchè i telai utilizzati per le 750 erano pressoché i medesimi della 500,di conseguenza erano troppo "leggeri" per le prestazioni che questi razzi su due ruote raggiungevano; come sempre,inoltre,occorre approfondire ogni aspetto; negli anni 70'i motori da competizione non erano potenti come quelli dei giorni nostri anzi molte di loro erano a quattro tempi e non superavano i 75/80 cavalli; solo verso il 1974/1975 case come la Yamaha e la Suzuki avevano sviluppato il motore a due tempi,oppure moto sperimentali come la Jada,dall'Australia e questo mandò in seria difficoltà le altre case motociclistiche,che per quanti sforzi facessero dovevano fare i conti con vari problemi meccanici: un altro fattore,inoltre,che fece perdere di entusiasmo fu l'egemonia della yamaha TZ750,che vinse tutte le edizioni,fatta eccezione per la primissima vinta dalla Suzuki,a tal punto da trasformare questa serie quasi in un campionato monomarca.
Purtroppo,nonostante il livello veramente alto dei piloti che partecipavano,la multietnicità e il numero di moto presenti questa formula 750 non riuscì a sopraffare la 500; personalmente credo che l'entusiasmo avesse preso il sopravvento sulla lucidità degli organizzatori della F.I.M. e che l'evoluzuione meccanica non fosse così avanzata da poter sostenere un cambio di rotta così drastico: ne è la prova il fatto che nel 1977 nacque il Mondiale Formula TT e di lì a poco la 24 ore di Le Mans per le moto e la 8 ore di Suzuka,in cui le moto derivate dalla serie e con i motori a quattro tempi hanno dimostrato di essere molto più robuste e resistenti,anche nelle competizioni più lunghe,anche con le prestazioni più elevate.
Eccoci giunti alla fine di questa incredibile storia degli anni 70',una storia emozionante,che ha fatto sognare i cuori più temerari e che ha fatto emergere alcuni tra i piloti più forti della storia del Motomondiale; una storia sensazionale,anche se breve,di un capitolo sensazionale come gli anni 70',che riecheggerà per sempre nei cuori degli appassionati di motociclismo.
La francese ELF 750

La Partenza delle 750

Kenny Roberts

Sito Pons

Steve Baker

Victor Palomo

  





















100

La Storia della Bimota: L’Eccellenza Artigianale delle Moto Italiane Buongiorno Riders e appassionati! Questo è il mio 100° articolo. Anco...