Qualcuno di cui parlare: Fabrizio Pirovano:
Rieccoci con qualcuno di cui parlare: la scorsa volta vi ho parlato del grande Paolo Casoli, oggi parliamo di un altro pilota italiano, forse ancora più importante ovvero Fabrizio Pirovano: per chi non lo sapesse questo centauro è passato a miglior vita nel 2016 a causa di un tumore al fegato a soli 56 anni: il nostro cuore, però, è rimasto sempre con lui e nei ricordi più vividi degli appassionati il suo nome riecheggia sempre; e perché voi vi chiederete? Beh Fabrizio aveva dedicato la sua vita al mondo delle derivate di serie e dopo essere cresciuto nei campionati nazionali ecco che nel 1988, ovvero l'anno di inizio di un campionato mondiale meraviglioso come la Superbike, fece il suo esordio e con la sua Yamaha Fzr 750 arrivò vice campione del mondo a soli 6 punti dall'americano Fred Merkel,campione del mondo quell'anno: dall' 88' al 95' totalizzò 10 vittorie e 47 podi; fu nuovamente secondo nel 1990 e rimase ai vertici della categoria per un po' ma il titolo non arrivò mai; di certo la Yamaha non si dimenticò di lui e neanche la Ducati con cui corse le due ultime stagioni totalizzando comunque tre podi con quest'ultima; se nella SBK non ci fu il titolo ecco il twist: nel 1996 sì trasferisce nel campionato europeo Supersport vincendo subito il titolo con la Ducati 748 ed ecco che,due anni dopo, nel 1998 cambia moto e con la Suzuki GSX-R 600 vince il titolo mondiale totalizzando 6 vittorie e 11 podi fino al 2001; ecco a voi un pilota indimenticabile che ha fatto breccia nel cuore degli appassionati di moto e che è stato inserito nella hall of fame della superbike, che ha fatto sognare due grandi case come la Yamaha e la Suzuki, ecco a voi qualcuno di cui parlare ( per sempre).

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