Qualcuno di cui parlare: Jules Cluzel
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| Jules Cluzel nel 2009 con l'Aprilia RSV 250 |
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| Jules Cluzel in moto2 nel 2010 con la Suter |
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cco che ritorna la rubrica qualcuno di cui parlare: fino ad ora vi ho parlato di due baluardi delle derivate di serie per quanto riguarda la nostra nazione; ebbene oggi ci spostiamo nella patria più vicina a noi in termini di bandiera, la Francia e vi parlerò appunto di Jules Cluzel. Qualcuno di voi potrebbe chiedersi che cosa abbia di speciale questo pilota; vi basta il fatto che dopo Kenan Sofouglu è il più forte pilota del mondiale supersport 600 per numero di vittorie, podi, pole position e giri veloci? Se non vi basta beh... venite con me: questo ormai non più giovanissimo pilota(è del 1988) è uno dei piloti più completi che si siano mai visti; certo non ha titoli mondiali in carriera, ma la sua audacia e la sua costanza di risultati, anche cambiando totalmente categoria rimarranno impressi per sempre nella mente dei francesi. A questo punto è doveroso fare un recap della sua carriera: il suo esordio da wildcard avviene nel 2005, all'età di 17 anni, disputa quattro gare ma non ottiene punti; l'anno successivo passa direttamente alla 250 conquistando i suoi primi punti con l'Aprilia arrivando 20^ e 21^; nel 2008 ritorna in 125 con la Loncin, ma nuovamente non ottiene punti, finché non arriva la svolta: anno 2009, ritorna in 250 sempre con Aprilia e conquista il suo primo podio a Losail, secondo dietro a Hector Barbera e davanti al suo connazionale Mike Di Meglio; alla fine della stagione sarà 12^. L'anno succesivo avviene il passaggio in Moto2 ed ecco la magia: podio di nuovo a Losail e poi poco dopo, a Silverstone, arriva la vittoria. E' evidente, comunque, che il mondiale prototipi non fosse la sua strada ed ecco che inizia il capitolo più longevo della sua carriera, quello della SSP600: non mi dilungherò nel descrivere ogni stagione ma mi limiterò ad esporvi i dati numerici: 21 vittorie // 59 podi // 23 pole position // 14 giri veloci. Passando per Honda, MV Agusta e Yamaha ha fatto sognare tutti i suoi fan con duelli emozionanti fino all'ultima curva e sorpassi da capogiro: il suo numero 16 era sempre lì davanti nelle prime posizioni, ma..... Il povero Jules soffre della sindrome di Vegeta purtroppo: come altri piloti prima di lui non è mai riuscito, nonostante i suoi ottimi risultati, a ottenere un titolo mondiale, infatti è arrivato a essere ben tre volte vice-campione del mondo: purtroppo il suo sogno non si è realizzato, ma il suo talento e la sua grinta non sono mai mancate, basti pensare che la sua ventunesima vittoria e i suoi ultimi podi li ha totalizzati in questo 2021, contro ragazzi ben più giovani di lui. Non bisogna dimenticare, tra le altre cose, il podio del 2013 in Superbike con la Suzuki a Donington, che lo fece arrivare 10^ a fine stagione in classifica generale.
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| Honda CBR 600RR |
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| MV Agusta F3 675 |
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| Yamaha Yzf-R6 |
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| Yamaha Yzf-R6 |
Ho parlato di lui al passato, non perché non corra più, anzi è ancora in forma, ma non so per quanto ancora correrà, poiché quello che doveva fare lo ha fatto: se la sua maledizione non svanirà per magia, il sogno del titolo andrà sempre più lontano e con l'età che avanza le difficoltà aumentano; un altro aspetto che di certo non aiuta è il fatto che piloti come Luca Bernardi o Manuel Gonzalez sono molto più giovani di lui e hanno tutta una carriera davanti, perciò non credo che rinunceranno così facilmente al sogno di vincere il loro titolo. Tolta questa "maledizione" Jules Cluzel per me rimane tutt'ora ciò che è, ovvero una leggenda nel mondo delle due ruote, che a modo suo ha conquistato i cuori di tutti gli appassionati di moto dimostrando grinta, coraggio, instancabilità, versatilità, completezza e costanza, tutte doti che i più forti piloti della storia hanno avuto. Ecco qualcuno di cui parlare, il guerriero francese più valoroso che ci sia, anche se senza una terra conquistata.
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| Loncin 125 del Mondiale, anno 2008 |
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| Suzuki GSX-R 1000, Donington 2013 |
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