La BMW nelle competizioni: una sorpresa dopo l'altra
Eccoci di nuovo qui riuniti per celebrare un altro capitolo di competizioni e moto meravigliose, ma questa volta vi parlerò di un marchio. . . inaspettato, ovvero la BMW. Alcuni di voi potrebbero storcere il naso, pensando alla casa Bavarese come un marchio in grado di produrre moto da corsa e titoli piloti e costruttori, eppure è successo. Inizio subito con il dire che la BMW ha cominciato la sua attività sportiva più presto di quanto voi pensiate; già negli anni 30' piloti come Georg Meier, soprannominato "Il Sergente di Ferro" e altri avevano portato le motorone 500 tedesche a vincere titoli europei e nazionali, senza dimenticarci di alcune vittorie al Tourist Trophy e altre piccole chicche che vedremo insieme. Questo però riguarda i prototipi, mentre la vera rivoluzione è avvenuta nel 2009, con l'arrivo della S 1000 RR sul mercato.
A partire dagli anni '20 la gara di durata più importante è stata il Bol d'Or, gara che si disputò su diversi circuiti francesi e dal 1937 venne definitivamente fissata al Circuito di Montlhéry. Nel 1948 la BMW piazzò tre moto ai primi 3 posti, con i fratelli Lenglet su R51RS ai primi due e terzo Betemps con un sidecar. Dopo due secondi posti nel 1957 e nel 1959, nel 1960 due BMW occuparono i primi due posti con Maucherat/Vasseur e Bargetzi/Manteau, prima che il Bol d'Or venisse sospeso per diversi anni.
Ma altre importanti gare venivano disputate ed un primo successo venne ottenuto nell'ottobre del 1954 alla 24 ore australiana per moto di serie, grazie a Jack Forrest, Don Flynn e Les Roberts con una R68 senza particolari modifiche rispetto a quelle in commercio, come prevedeva il regolamento.
Nel 1955 vennero istituite due prestigiose gare: la 9 ore di Thruxton in Inghilterra (successivamente modificata in 500 miglia) e la 24 ore di Barcellona sul Circuito del Montjuich. Dopo una prima apparizione nel 1958, la BMW R69 colse la vittoria nel 1959 in entrambe queste gare, rispettivamente con Bruce Daniels e John Lewis nella prima e lo stesso Daniels con Peter Darvill nella seconda. Questi piloti inglesi facevano parte del team MLG che stabilirà anche alcuni record di velocità. Nel 1960 a Thruxton corse con la BMW R69 il futuro 7-volte campione del mondo Phil Read, ritirandosi per una caduta. A Barcellona, la BMW vinse di nuovo nel 1961 con Darvill e Price su una R69S, seguita nello stesso anno dalla vittoria nella 1.000 km di Silverstone.
Negli anni '60 la coppia olandese formata da Herbert Spahn e Rob Noorlander vinse per 4 volte (1963-1967-1968-1969) la 6 ore di Zandvoort.
Le BMW tornarono alle gare nei primi anni settanta con la nuova moto R75/5 di 750 cm³, che però non riuscì a cogliere significativi risultati. Le cose cambiarono però con l'arrivo della R90S che, opportunamente modificata, colse alcune importanti successi. Infatti, dopo alcuni piazzamenti con le R75/5, Helmut Dahne e Hans-Otto Butenuth colsero la vittoria al Production TT all'Isola di Man nel 1976. Nelle gare americane, le moto preparate dal team Butler&Smith vinsero con Reg Pridmore ad Ontario in California nel 1974 e successivamente primeggiarono con Steve McLaughlin e lo stesso Pridmore nel 1976 a Daytona (primo e secondo posto), a Laguna Seca ed a Riverside.
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| BMW R68 |
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| BMW R90 S |
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| BMW R51 RS |
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| BMW R69S |
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| BMW R75/5 |
Purtroppo per anni non si vide più altro della casa bavarese; per molti anni la produzione si concentrò su moto di altro genere, da stradali turistiche a maxi-endurone, fatta eccezione per alcuni modelli più isolati come la 980 Bol d'Or, la K1 del 1988 e la K 100 Rs... ma lungi da me il demoralizzarvi poiché dopo la particolare HP2 Sport da 133 cv bicilindrica con il motore Boxer, ecco che nel 2009 la BMW si presta a riscrivere la storia. Nasce così la S 1000 RR, meravigliosa per gli occhi, inconfondibilmente tedesca ma innovativa per i tempi, aggressiva e veloce; tutti se ne innamorarono, anche perché ai tempi fu la prima moto da strada di quella cilindrata e con quel frazionamento (1.000 cc/ 4 cilindri in linea) a superare i 190 cv (193 per la precisione). Fin da subito i Team la schierarono nel Mondiale Superbike e nella Superstock1000 e qui, purtroppo ci saranno due strade differenti: la prima molto travagliata, la seconda completamente agli antipodi.
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| BMW R1 Concept |
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| BMW K1 |
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| BMW 980 Bol d'Or |
In Sbk:
la prima apparizione è appunto del 2009; il team tedesco ufficiale schiera due grandissimi piloti, Troy Corser e Ruben Xaus, ma purtroppo i due veterani raccolgono solo punti posizionandosi rispettivamente tredicesimo e diciassettesimo. Arriva il 2010 e questa volta c'è un piccolo miglioramento: i piloti rimangono i medesimi e l'australiano ottiene due podi posizionandosi undicesimo, mentre Xaus continua a fare solo punti e questa volta è quindicesimo. Fiduciosi del progresso fatto l'anno precedente il Team tedesco chiama un altro pilota, l'immortale Leon Haslam ed ecco che il britannico porta la BMW al quinto posto in classifica generale con tre podi e l'italiano Ayrton Badovini la porta al decimo senza podi, ma in maniera del tutto inaspettata!! Purtroppo l'australiano, oramai a fine carriera, questa volta è solo quindicesimo. . . Se pensate che il 2011 con i primi due nomi fosse una bella sorpresa ora arriva il meglio. 2012 e qui Marco Melandri fa vincere alla moto bavarese ben 6 gare e collezionando altri 5 podi, arrivando terzo nella classifica finale!! Haslam si ripete con i podi, che questa volta sono 5 e arriva 8° a fine mondiale; per non tralasciare nessuno anche altri due italiani portarono la S 1000 RR a podio, uno a testa, nel Gp di Donington: Michel Fabrizio e il buon Badovini, rispettivamente posizionatisi 11° e 12° a fine stagione.
Il 2013 si può definire ancora una stagione piuttosto buona, seppur meno esplosiva della precedente, poiché questa volta le vittorie sono di nuovo 6, ma non di un solo pilota, ma di 2; 3 vittorie di Melandri e tre dell'indimenticabile Chaz Davies, più ovviamente altri podi di quest'ultimi. Purtroppo dal 2014 al 2018 la S 1000 RR vivrà un periodo molto arduo; solamente nel 2016 lo spagnolo Jordi Torres porterà la moto tedesca sesta a fine mondiale e nona nel 2017, purtroppo senza collezionare podi o pole positions o giri veloci. Dopo ben 6 anni di silenzio arriva il primo salvatore, ovvero Tom Sykes, che con la nuova e rivoluzionata S 1000 RR conquista ben 4 podi e una Superpole, arrivando 8° a fine mondiale. Nel 2020 arriveranno solo due Superpole, una di Sykes e una di Laverty, ma si posizionano solo 12° e 15° a fine mondiale. I tedeschi allora studiano una moto ancora più performante e nasce così la M 1000 RR e incredibilmente, nel 2021, dopo otto anni dall'ultima vittoria di Davies, conquista una vittoria con il funambolo Michael Van Der Mark, che aggiunge altri due podi e due giri veloci; con una più che discreta stagione arriva 6° a fine mondiale e il buon Sykes, seppur a fine carriera, riconquista due podi e una Superpole, arrivando 12° in classifica finale. Chissà se con questa nuova moto il destino di questa moto meravigliosa sarà più clemente. In conclusione 13 vittorie e 50 podi hanno reso la S 1000 RR una moto altalenante nei risultati, per quanto ben studiata e congeniata per stare al passo con le altre. Con i piloti giusti ha trionfato a modo suo, ma ogni anno sembra fare sempre più fatica a causa dell'estremizzazione delle modifiche del regolamento SBK: le annate d'oro che possiamo riassumere in 2011, 2012 e 2013, sono state tali poiché in quel frangente l'ottima scelta dei piloti, unita a un pacchetto tecnico azzeccato e adatto al regolamento di quei periodi, hanno fatto sembrare la moto tedesca un'arma da titolo.
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| Ayrton Badovini |
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| Eugene Laverty |
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| Chaz Davies |
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| Leon Haslam |
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| Jordi Torres |
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| Marco Melandri |
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| Michael Van Der Mark |
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| Leon Camier |
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| Ruben Xaus |
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| Troy Corser |
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| Tom Sykes |
In STK1000:
Eccoci nella Stock e qui per la BMW S 1000 RR/ HP4 si scoperchia un vulcano di emozioni!!
Al contrario della Superbike nel 2009 la moto non viene schierata, ma nel 2010 sì e in men che non si dica Ayrton Badovini domina l'intera stagione portandosi a casa il titolo mondiale piloti e quello costruttori con 9 vittorie su 10 gare del calendario, e il francese Sylvain Barrier si porta 6° a fine stagione con due podi. Il 2011 resta comunque un buon anno con Barrier e Zanetti che si copiano la stagione; entrambi una vittoria e cinque podi, terzo e quarto a fine mondiale, mentre Markus Reiterberger e Fabio Massei completano la top10 della classifica generale andando a punti. Il 2012 è di nuovo un anno dorato, con Barrier che si porta a casa il titolo mondiale con 4 vittorie e altri due podi: i podi poi arrivano anche da Reiterberger (1), da Lorenzo Baroni (2) e uno del buon Michele Magnoni da wild card, ripetendosi dopo il podio dell'anno precedente. Arriva il 2013 e la magia si ripete, con il francese che conquista 5 vittorie e altri due podi: titolo piloti e titolo costruttori e non è finita qui. . .
Il 2014 è un anno vuoto ma il 2015 invece vede il buon Roberto Tamburini arrivare vice-campione del mondo con 3 vittorie e altri tre podi. Siamo nel 2016 e qui l'italiano Raffaele De Rosa la spunta su tutti, con due vittorie e cinque podi, vincendosi il titolo mondiale; il cileno Maximilian Scheib si vince poi una gara da Wild Card. Il 2017 non è un anno altrettanto glorioso ma la moto bavarese porta comunque a casa due vittorie, una di Marco Faccani e una del buon Reiterberger, più un podio di Federico Sandi. Incredibilmente la Superstock 1000 si chiude nel 2018 con una stagione ottima della BMW: Reiterberger diventa campione conquistando 4 vittorie e altri due podi e Tamburini si ripete come vice-campione con una vittoria e cinque podi, senza dimenticarci del podio di Alessandro Delbianco.
In conclusione, 33 vittorie, 5 titoli mondiali piloti e tre titoli costruttori hanno sancito il successo di questa moto che era nata per correre nella Stock 1000; in questa categoria le modifiche meno estreme hanno fatto sì che la BMW S 1000 RR si imponesse più volte in pochi anni; peccato per la sparizione della categoria perché da quel mondo la casa bavarese avrebbe ottenuto solo che fama e successo.
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| Roberto Tamburini |
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| Sylvain Barrier |
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| Maximilian Scheib |
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| Alessandro Delbianco |
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| Federico Sandi |
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| Lorenzo Baroni |
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| Luca Salvadori |
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| Lorenzo Zanetti |
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| Ayrton Badovini |
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| Markus Reiterberger |
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 | | Robert Muresan | Raffaele De Rosa |
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| Michele Magnoni |
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| Marco Faccani |
Questo marchio non è stato vittorioso tanto quanto altri, ma con dedizione, passione, precisione e intraprendenza i tedeschi hanno saputo creare dei miti a loro modo nel mondo delle corse su asfalto. L'aspetto più ragguardevole della casa bavarese è che quest'ultima non era nata per essere una fabbrica di moto da competizione, perciò fin dagli anni 30' la BMW ha saputo come meravigliare e stupire il mondo. . . Che si trattasse di un motore Boxer bicilindrico, di un 4 cilindri in linea o di un 4 cilindri a sogliola, in qualche modo il punto veniva centrato sempre dai meccanici. Sfortunatamente la SBK non è riuscita nell'intento di rendere questa moto un'arma da titolo, ma ciò non significa che la M 1000 RR attuale sia inadatta alle competizioni, semplicemente è una moto che va capita; come tutte le BMW può diventare un gioiello in grado di regalare forti emozioni e soddisfazioni, se messo nelle mani giuste. Un'altra storia di competizioni e moto meravigliose è finita, alla prossima storia!!