Una storia travagliata e altalenante per un marchio glorioso:
l'MV Agusta nelle competizioni
Come un rombo di tuono sono di nuovo pronto a scrivere un'altra storia di competizioni mondiali: fino ad ora mi sono occupato di un solo marchio italiano, ovvero l'Aprilia, ma ora è tempo di lasciare spazio ad un altro nome parecchio importante: sto parlando dell'MV Agusta. . . nonostante oggigiorno di questo marchio glorioso non si parli molto bene, una cosa è certa: nel passato era il riferimento per quanto riguardava la scuderia dei piloti italiani: nel Mondiale prototipi vanta ben 274 vittorie e ben 37 titoli mondiali costruttori e 38 titoli piloti, tra 125, 250, 350 e 500: dopo il 1977 la casa dei conti Agusta si ritirò dall'agonismo, ma nel 2004, con la nascita di un'erede di quella meraviglia che fu la F4 750 di Massimo Tamburini, ovvero la F4 1000, la storia era pronta a risorgere; ma il marchio ha riacquisito quella fama di un tempo? Il momento di scoprirlo è proprio qui, in questo articolo.

Innanzitutto una precisazione: la moto, meravigliosa per gli occhi e con una meccanica eccezionale, materiali più che raffinati e una componentistica da sogno la rendevano più un gioiello da esposizione; ma nel medesimo periodo in cui ci si prestava a rivedere il ritorno della MV la Ferrari si fece avanti per creare un mito intramontabile di quel periodo, ovvero la F4 RR 312, definita tale perché si diceva toccasse i 312 km/h su strada. . . non si è mai chiarito se questo dato fosse certo oppure solo una manovra di marketing per spingere gli acquirenti a comprarla, ma ecco che la scelta di schierarla nel Mondiale Superstock 1000 non fu una delusione: anno 2005 e il gioiello su due ruote ottiene il primo podio grazie a Vittorio Iannuzzo, e Ayrton Badovini si piazza dodicesimo a fine mondiale con un quinto posto in gara come miglior risultato (Iannuzzo è 14°), ma non è finita qui, perché il 2006 fa dire a tutti: l'MV Agusta può vincere il suo primo titolo mondiale ed ecco che due piloti, il giovane Luca Scassa e il confermato Badovini compiono una magia: due vittorie e quattro podi per il primo e una vittoria e sei podi per il secondo; nonostante tutto né il titolo piloti né quello costruttori arriva, ma la moto italiana entra nel mito e i due piloti si posizionano terzo e quarto nella classifica mondiale. Il 2007 vede ancora un piccolo barlume di speranza, con una vittoria e un podio di Badovini, che arrivano però solo a fine stagione, quando ormai la leadership si era già formata. Purtroppo l'eccessiva delicatezza del mezzo e la difficoltà nel raggiungere l'obbiettivo massimo fanno perdere d'animo il team che si ritira così dall'agonismo, dopo sole due stagioni. Bilancio finale della Stock: 4 vittorie e 13 podi. E in Superbike?
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| Vittorio Iannuzzo |
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| Luca Scassa |
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| Ayrton Badovini |
Nella Top class delle derivate di serie la moto italiana non è quasi mai apparsa, se non con poche wild card a dir poco fallimentari; soltanto dal 2014 viene impiegata a tempo pieno nel Mondiale e l'italiano Claudio Corti, nel 2014 si posiziona diciassettesimo con un ottavo posto in gara come miglior risultato. Dal 2015 il pilota di punta diventa Leon Camier. Il britannico, seppur senza podi o vittorie riesce nel 2016 e nel 2017 a portare la F4 RC due volte consecutivamente nelle prime dieci posizioni del mondiale; arriva 8° per essere precisi con una sequela di risultati a punti più che consistenti e soprattutto una notevole e lodevole costanza. Nel 2018 è il turno dello spagnolo Jordi Torres, che come Camier porta la sua MV Agusta a punti parecchie volte durante la stagione, ma è solo 13° a fine mondiale. Dopo questa stagione avverrà il ritiro simultaneo di due case italiane, tra cui appunto l'MV. A questo punto voi vi chiederete: "Luca, ma c'è qualcosa per cui gioire oppure ci dobbiamo tagliare le vene"? Ebbene non vi prometto nulla, ma un modo per risollevare gli animi ce l'ho, perché ora ritorniamo al 2013 con una nuova moto, la sorella più piccola della 1000, la F3 675!!!
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| Claudio Corti |
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| Leon Camier |
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| Jordi Torres |
Il mondiale Supersport non vedeva una casa italiana dal 2007, anno del ritiro definitivo per la Ducati con la sua 749, ma ecco che la F3 si stagliò in mezzo alle case nipponiche. Fin dal suo esordio era calibrata, precisa, azzeccata e performante: Roberto Rolfo e Christian Iddon realizzano i primi podi (2 per il primo e uno per il secondo) e Rolfo è 6° a fine stagione. Il 2014 è un anno ottimo per la piccolina, che con il francese Jules Cluzel si posiziona seconda a fine mondiale con tre vittorie e 7 podi totali, sfiorando l'occasione del titolo. L'anno successivo vengono schierati tre piloti, ovvero Lorenzo Zanetti, Jules Cluzel e Alex Baldolini. I primi due sono terzo e quarto a fine mondiale, Zanetti con 6 podi e Cluzel con altre 3 vittorie e 7 podi, mentre Baldolini è 8° nella classifica senza podi. Il 2016 vede nuovamente il francesino nuovamente vice campione del mondo con la F3 675, con due vittorie e cinque podi, senza dimenticare 3 podi di Gino Rea (7° a fine mondiale) e Baldolini di nuovo ottavo come una fotocopia. Il podio arriva inaspettatamente anche da Nicolas Térol. L'ultima vittoria della MV Agusta in questa categoria è del 2017 ed è firmata da Roberto Rolfo, colui che aveva fatto esordire la F3 quattro anni prima e l'americano Patrick Jacobsen si porta 6° a fine mondiale con tre podi. Tra il 2018 e il 2020 ci sarà un italiano che regalerà delle belle soddisfazioni all'MV, ovvero Raffaele De Rosa, che in tre stagioni collezionerà 10 podi, arrivando tre volte di fila 6° in classifica generale. Per concludere il 2021 vedrà una svolta: il finlandese Niki Tuuli sarà autore di 3 podi che gli daranno "solo" l'11° posto in classifica mondiale a causa di una stagione travagliata e di una 675 un po' "obsoleta". In questo 2022 l'MV Agusta è rimasta e per il momento con Tuuli e la F3 800 RC si parla di risultati a punti e un buon sviluppo. . . chissà se farà ancora meglio della 675??
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| Patrick Jacobsen |
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| Niki Tuuli |
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| Christian Iddon |
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| Alex Baldolini |
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| Jules Cluzel |
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| Gino Rea |
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| Roberto Rolfo |
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| Raffaele De Rosa |
Per concludere voglio dire questo: l'MV Agusta non è più il marchio di un tempo: i suoi successi sportivi sono molto limitati, ma non inesistenti. . . Ciò che resta da fare al Reparto Corse della casa italiana più rinomata del passato agonistico delle corse su due ruote è concentrarsi sullo sviluppo della F3 800, che potrebbe diventare un'arma da titolo nelle mani giuste: fondamentalmente ci sono vari fattori che hanno determinato l'insuccesso della storia moderna di questo marchio, ma una cosa è certa. . . Si tratta di una casa italiana che tutt'oggi produce tra le più belle moto del mondo, con un'estetica da togliere il fiato e con schede tecniche da fare impallidire le rivali. Chi l'ha saputa apprezzare l'ha resa competitiva e chissà se nell'anno del ritorno, ovvero il 2025, vedremo trionfare davvero questa moto in SBK: gli interrogativi sono tanti e le emozioni ancora di più; per il momento godiamoci la F3 800 di Tuuli, che rimanga lì per un po' e la storia finisce qui, alla prossima storia!!
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