mercoledì 25 gennaio 2023

Michele Magnoni: il pilota italiano d'altri tempi!!!

Magnoni e le sue moto
Michele Magnoni: il pilota italiano d'altri tempi!!!

"Io non ho rimpianti".

Magnoni nel CIV STK1000 sulla BMW S1000RR

Magnoni nel CIV STK1000 su Honda












Riders e appassionati buongiorno!!! A poca distanza dagli articoli su Massimo Roccoli e Davide Stirpe rieccomi con la carriera di un altro volto delle derivate di serie italiane: Michele Magnoni!! Nato a Cagli nel 1988, il pilota marchigiano ha gentilmente accettato di fare questa intervista e lo ringrazio ancora per questa meravigliosa opportunità.
La sua passione per le due ruote nasce nel periodo dell'infanzia, poiché suo padre guardava le gare in tv. Affascinato e colpito dalle gare si decise a iniziare con le minimoto, sostenuto dal padre appunto. Dopo quegli inizi, che il pilota italiano ricorda con gioia e serenità, poiché sono stati il primo passo verso ciò che ama ancor oggi alla follia: 
"Un momento che ricordo con gioia è quello, perché ho iniziato da lì e da quel momento non ho più smesso". 

Si passa agli anni 2000' in cui Magnoni compie una bella impresa: nel 2006, a 18 anni, vince la Coppa Italia nella categoria Superstock 600 con la Yamaha R6; un risultato importantissimo che lo pone in una luce ancora più visibile e che gli dà l'opportunità di correre in una competizione come l'Europeo Superstock 600 l'anno successivo: 



"La vittoria della Coppa Italia la ricordo bene, perché è stato un bel percorso, ho vinto quasi tutte le gare e il passaggio nell'Europeo è stato bellissimo, perché se penso alle due vittorie che ho realizzato, soprattutto la prima a Donington, con un team privatissimo, pista che non conoscevo, così dal nulla pole position, giro veloce e vittoria, quello è stato davvero un bel momento". 



Magnoni nel mondiale Stock1000 (2010)
Il pilota nostrano non solo arriva terzo in quel 2007 nella Stock600, ma poco dopo avverrà l'esordio in un'altra meravigliosa competizione, ovvero la Superstock 1000 FIM Cup, in cui lui correrà dal 2008 al 2013. Qui Magnoni realizzerà la bellezza di cinque podi, con tre moto diverse e la peculiarità di questi podi è che sono stati fatti tutti in piste italiane: Monza, Imola e Misano!!! La stagione migliore arriverà nel 2010, realizzando due podi e arrivando terzo con una Honda CBR1000 RR Fireblade privata ma non da meno delle altre, posizionandosi alle spalle di due ufficiali come Ayrton Badovini e Maxime Berger. Il pilota nostrano esprime il suo dispiacere per la sparizione di queste due categorie appena citate, poiché secondo lui il livello era veramente alto e oggigiorno non esistono più competizioni delle derivate di serie che preparavano i ragazzi al Mondiale. 
"La gara della Stock1000 che ricordo con più gioia è stata quella di Misano del 2010, perché sono arrivato secondo alle spalle di Badovini che con la sua BMW ufficiale era imprendibile, ma sono riuscito comunque a stargli dietro fino all'ultimo giro e la soddisfazione è tanta, soprattutto perché ti vedi ripagati tutti i sacrifici che sono stati fatti negli anni, oltre alla soddisfazione del raggiungere un risultato simile a livello mondiale". Aggiunge inoltre che il merito è anche del suo meccanico, Roberto Bevilacqua, meccanico di grande talento che gli ha permesso di raggiungere quei tipi di risultati. 

La carriera di Michele Magnoni ha poi spaziato anche in altri ruoli; come pilota, recentemente, ha conquistato il National Trophy600 nel 2017 e nel 2019, ha corso anche nel CIV Superstock1000, raggiungendo ottimi risultati, ma anni prima, nel 2014, era stato collaudatore per il Team Ten Kate nel mondiale Superbike, anni in cui correva un certo Jonathan Rea con la moto di Kyoto.
"Quella è stata un'esperienza davvero bella, perché essere in un team come quello è una soddisfazione unica, soprattutto quando poi Rea vinse la gara di Imola e venne a farmi i ringraziamenti per come gli avevo preparato la moto". 
Magnoni mentre collauda la Honda di Rea

Magnoni mentre collauda la Honda di Haslam













Il pilota marchigiano si dice contento di ciò che ha realizzato negli anni, nonostante alcuni errori, o alcuni infortuni, difficoltà varie o esperienze che gli sarebbero piaciute come quella di poter correre nel Mondiale Superbike e non realizzate, ma non ha rimpianti, perché ha sempre dato il massimo e ha raggiunto i suoi scopi. Negli anni ha condiviso tantissimi momenti, amicizie e bei rapporti, con piloti come Marco Simoncelli, Mattia Pasini, Michele Pirro e tanti altri ed ha vissuto le tappe più importanti delle derivate di serie. Attualmente è impegnato come istruttore di guida per il Team S.G.M. per i ragazzi che vogliono imparare ad andare in pista. 

Questo è Michele Magnoni, un pilota italiano come ce ne sono pochi oggigiorno; umile ma forte, con i piedi per terra ma felice di ciò che ha realizzato, uno che anche se cade e si fa male si rialza, continuando ad abbracciare la sua immensa passione per le moto. 



Magnoni sulla BMW S1000RR del Team Baru

Magnoni nel CIV STK1000


Magnoni nel 2011

Magnoni al National Trophy 600




Magnoni alla Mtotemporada romagnola





















giovedì 19 gennaio 2023

Davide Stirpe: italiano purosangue!!

Davide Stirpe: italiano purosangue!!


Stirpe sulle minimoto

Stirpe in 125

Stirpe nel CIV 125




















La rubrica dei piloti italiani continua con un altro influente ed importante nome nel panorama Supersport600, ma non solo. . . Di chi sto parlando? Di Davide Stirpe!! Classe 1992, il pilota romano mi ha gentilmente concesso un'intervista per sapere qualcosa sulla sua carriera ed eccomi qui a parlarvene, come ho fatto per Massimo Roccoli. I suoi inizi risalgono ai campionati di minimoto e dalla 125GP, in cui si classifica quarto nel 2008, all'età di 16 anni. L'anno dopo consacrerà la sua esperienza nella little class con la vittoria del 2009 del trofeo Honda RS125 R, facente parte dei trofei della coppa Italia. In quegli anni ci saranno anche due Wild card nel Mondiale per il pilota italiano; come afferma lui stesso quel periodo è stato sicuramente bello e gratificante. 
Stirpe è un pilota che dedica tutto sé stesso al lavoro nel box, entra al mattino ed esce alla sera, collaborando con il team: 

 Davide Stirpe in STK600 europea 

Davide Stirpe a Misano














"I miei risultati arrivano dal mio lavoro e dalla mia dedizione, anche se devo ammettere che i momenti in cui lottavo per il titolo, con il campionato ancora da decidere all'ultima gara, sono stati parecchio emozionanti".

Davide Stirpe, dopo il periodo iniziale nella 125 si sposta nel CIV Superstock600, tra il 2012 e il 2013. Sarà 13° nella seconda stagione correndo con la MV Agusta, iniziando così a conoscere il marchio di Schiranna. Dopo l'esordio nella Stock600 italiana, ecco la svolta. . . L'europeo Superstock600. In occasione del Gran Premio di Misano con una Kawasaki Ninja ZX-6R va a podio!! L'anno seguente è nuovamente impegnato nell'Europeo Superstock600, ma questa volta partecipa a ogni gara del calendario, raggiungendo un altro podio a Jerez e concludendo all' 8° posto. 

"Se penso al podio di Jerez del 2015 è stato davvero un bel momento, perché lottare con piloti di quel livello, a quel livello, è stata una grande soddisfazione".

Nel 2016 ancora una svolta, poiché avviene l'esordio mondiale per il pilota nostrano, ancora una volta con Kawasaki. In quella stagione il miglior risultato che il pilota stesso ricorda con gioia è il 10° posto ottenuto a Misano. Dopo questo esordio mondiale sarà autore di altre 4 wild card nella stessa categoria, ma la parte più bella della carriera del pilota romano inizia già dallo stesso 2016 con l'epopea MV Agusta; lui e la sua F3 675, conquistano la bellezza di 13 vittorie e 26 podi e 2 titoli italiani (2017 e 2021). Questo è Davide Stirpe, un pilota come ce ne sono pochi oggigiorno, sempre alla ricerca della sua migliore prestazione, della migliore prestazione della sua moto, affezionato a un marchio italiano come l'Mv Agusta, rappresentando in pieno il DNA dei migliori piloti italiani. 

Stirpe nel CIV Supersport



Stirpe con la MV


















mercoledì 18 gennaio 2023

Massimo Roccoli: il Pilota dalle due giovinezze!!!

Massimo Roccoli: il Pilota dalle due giovinezze!!!

"E' vero che ho vinto tanto nel CIV e certamente 6 titoli sono un numero che fa curriculum, ma quello che è più importante per me nella carriera di un pilota non sono tanto i numeri, quanto quello che si riesce a trasmettere con quello che si fa".
Massimo Roccoli in SSP

Massimo Roccoli in STK1000













Buongiorno a tutti motociclisti e appassionati!!!! So che è un po'di tempo che non mi faccio vedere con gli articoli, ma eccomi qui con una chicca parecchio interessante. . . Sapete che ogni tanto dedico alcuni articoli alla carriera di piloti del passato e del presente e oggi è uno di quei giorni; oggi vi voglio parlare di Massimo Roccoli, pilota italiano classe 1984. Dopo aver parlato con lui e lo ringrazio ancora per la sua immensa gentilezza e disponibilità posso parlarvi della sua carriera come non avevo mai fatto con altri piloti fino ad ora.
Questo pilota nostrano è sicuramente un simbolo delle competizioni italiane, che ha attraversato più categorie, raggiungendo risultati a dir poco importanti. Tutt'oggi è impegnato nel mondo delle due ruote con un suo Team gestito da lui e Alex De Angelis, con cui ha stretto un bel legame grazie alla già esistente amicizia con il fratello William De Angelis, chiamato Roc'n'Dea e con il quale partecipa sia a livello di Yamaha R3 Cup, che a livello di CIV Supersport300.
I suoi inizi nel mondo delle due ruote partono dall'acquisto della prima minimoto, all'età di quattro anni. Raggiunta l'età minima per correre nei campionati di minimoto nazionali vincerà la sua prima gara con quest'ultime nel 1994, all'età di dieci anni. Nonostante le difficoltà iniziali e alcuni momenti difficili il suo talento cresce negli anni e si fa notare concorrendo in una competizione come la Yamaha R6 Cup, che il riminese vincerà nel 2003. Nel 2004 avverrà l'esordio mondiale sia in Supersport600 che in Superstock1000, come Wild card e da lì per il pilota emiliano partirà il periodo dove esploderà la sua carriera come afferma lui stesso. In quel medesimo periodo conoscerà un altro suo amico, ovvero Gianluca Nannelli condividendo gare meravigliose e momenti stupendi sì di rivalità ma anche di amicizia.

Massimo Roccoli su Honda

Massimo Roccoli su Kawasaki











"Tutto è partito nel 2003, quando ho fatto podio a Misano, mi ricordo ero nel retro podio che parlavo con gli altri e dicevo: "Mi fanno male le braccia"; subito dopo una giornalista mi dice: "Se ti fanno male le braccia a correre in una coppa monomarca figurati quando farai tra un po' l'esordio nel mondiale". 

Il pilota racconta di come è rimasto di stucco senza saper cosa dire, ma la felicità di cui parla della primissima wild card a Misano con l'11° posto ottenuto è indescrivibile. La carriera di Roccoli è poi proseguita con una vittoria e tre podi nel Mondiale Supersport, tra il 2006 e il 2009, nonché una vittoria e cinque podi nel Mondiale Stock1000 che gli hanno dato il quinto posto, nel 2005, ottenuti grazie alla sua costanza e al suo talento. Fino al 2013/2014 non si è fermato, passando per Honda e Kawasaki, dopo i successi più grandi ottenuti con Yamaha, ma dopo quell'anno il pensiero del ritiro dal mondiale si è palesato per lui, finché non avviene la svolta; il ritorno nel CIV Supersport alcuni anni dopo i primi tre titoli, con un team come l'MV Agusta Reparto Corse. . . nonché la possibilità di fare delle wild card a livello mondiale sempre con la moto di Schiranna.  
"Non sarei tornato nel CIV se non mi si fosse presentata un'occasione come quella di correre per un marchio come l'MV Agusta". 
Roccoli nel CIV

Roccoli sull'MV Agusta








Da lì arrivano altri due titoli vinti proprio con la F3 675 e uno ancora, il 6°, con Yamaha nuovamente. Per il pilota italiano il CIV ha innalzato il suo livello negli ultimi anni, soprattutto negli ultimi due/tre anni, ma la crescita del livello è iniziata gradualmente nel 2014/2015. Massimo Roccoli, un pilota riminese che ha fatto della moto la sua ragione di vita e che tutt'ora, a 38 anni, rimane un'istituzione del mondo delle competizioni, un simbolo della tenacia e del lavoro sodo, un combattente italiano, vivendo di fatto due giovinezze e attraversando ogni meandro delle derivate di serie. 













100

La Storia della Bimota: L’Eccellenza Artigianale delle Moto Italiane Buongiorno Riders e appassionati! Questo è il mio 100° articolo. Anco...