sabato 28 novembre 2020

Il mondiale Moto2 2020

 

Sam Lowes

Luca Marini

Enea Bastianini


Marco Bezzecchi

Il mondiale Moto2 2020: Forze Italiane,inglesi,americane,australiane,spagnole e giapponesi.


Quest'anno il tricolore italiano ha potuto dimostrare tutto il suo talento,come è sempre accaduto nel mondiale moto2,con ben tre piloti nelle prime cinque posizioni della classifica all'assalto del titolo mondiale; mentre l'anno scorso le tre vittorie di Lorenzo Baldassarri,e le due di Luca Marini non sono bastate a far lottare i due piloti nostrani per il titolo;quest'anno in pochi sono riusciti a fermare l'avanzata dell'esercito di piloti italiani; fin dalla prima gara a Losail,prima del lockdown causato dalla pandemia globale del covid-19,si respirava già aria di nazionalismo con Baldassarri e Bastianini sul podio. Dopo il lockdown,però,la forza dello Sky Team Vr46 gestito dal fratellastro di Luca Marini(ovvero il grande Valentino Rossi),unita a quello dell'Italtrans Racing Team del "Bestia" hanno regalato ben 8 vittorie,tre di Marini,tre di Bastianini,e due di Bezzecchi con podi,pole position e giri veloci annessi; una lotta durata fino all'ultima gara,all'ultimo giro,all'ultima curva; la costanza ha premiato Bastianini campione del mondo,Luca Marini vice-campione e Bezzecchi quarto; a parte gli italiani,però occorre parlare anche degli altri piloti che hanno saputo regalare emozioni in questo mondiale con gare straordinarie,vittorie e podi,tre piloti in particolare che rispetto all'anno precedente hanno fatto il cosiddetto "salto di qualità". Parto da Joe Roberts,l'americano superstite di una nazione che sembrava morta,senza risorse,sembrava quasi avesse perso il suo talento; invece questo ragazzo,grazie anche all'ausilio di un mental coach come John Hopkins(quarto in MotoGP nel 2007 con la Suzuki e autore di svariati podi nel mondiale prototipi) è stato autore di tre pole position e un podio,passando dal 28^ posto del 2019 al 7^di quest'anno!! E le emozioni si sono ampliate con l'australiano Remy Gardner,che passa dal 15^ posto del 2019 con un solo podio e una pole position,al 6^ posto di quest'anno,con tre podi e tre pole position e addirittura una vittoria,la prima per lui nel mondiale; infine il Giappone può ritenersi soddisfatto con Tetsuta Nagashima,che conquista la prima vittoria in moto2 subito nella primissima gara di Losail in Quatar,seguito poi subito da un podio a Jerez: sfortunatamente la costanza del pilota nipponico è mancata poi durante il corso della stagione,ma in fin dei conti il suo 8^posto è di tutto rispetto considerando il 14^posto del 2019. Gli spagnoli? Il migliore di tutti è stato Jorge Martin,quinto in campionato con due vittorie e altri 4 podi,nonostante lo stop di due gare per la positività al covid e due ritiri consecutivi,il campione del mondo moto3 del 2018 ha dimostrato di essere migliorato drasticamente,rispetto all'11^ posto del 2019,con soli due podi,un bel biglietto da visita per la MotoGP per il 2021,come lo sono quelli di Marini e Bastianini per il team Esponsorama. Non dimentichiamoci di citare il tedesco Schrotter,che anche se con un solo podio,si conferma per il pilota solido che è,nonché una speranza per la Germania,conquistando il 9^posto in classifica generale; non vi ho ancora parlato dell'inglese Sam Lowes,che dopo 4 anni di vuoto nella Moto2 per lui,si riconferma per il pilota incisivo e forte che è sempre stato fin dai tempi del suo esordio in Supersport600 con annesso titolo mondiale nel 2013; tre vittorie consecutive e vari podi lo hanno fatto arrivare nei piani alti a lottare per il titolo,ma la sfortuna ha fatto sì che un ritiro e un infortunio fermassero la sua corsa al titolo,ma il terzo posto per lui è più che meritato; bilancio finale ovviamente positivo,per quasi tutti,gare straordinarie e un livello altissimo da parte di molti,alcuni al contrario sono molto calati rispetto all'anno scorso,come Jorge Navarro o Augusto Fernandez,ma fa parte del gioco,ma la magia di questa categoria intermedia diventa ogni anno sempre più forte,e per il 2021,è già stato fatto il pieno di piloti,perciò non ci resta altro che aspettare una stagione emozionante,piena di belle sorprese e combattuta come quest'anno!

Joe Roberts

Tetsuta Nagashima

Jorge Martin

Remy Gardner

Marcel schrotter


















venerdì 27 novembre 2020

La stagione 2020 della MotoGP

 


Il mondiale 2020 è terminato: bilancio positivo o negativo?

Rieccoci a parlare,dopo mesi,del motomondiale prototipi:contrariamente a quanto ho scelto di fare per le derivate di serie,di cui vi ho parlato forse un po in anticipo,nonostante non abbia sbagliato gli esiti,per le tre categorie più amate dagli spettatori delle due ruote ho voluto attendere la reale fine del calendario,poiché lasciatemelo dire:" Cosa diamine abbiamo visto in questo 2020? Se si pensa che fino ad aprile c'erano molte incertezze sull'inizio di questa stagione c'è da non crederci per come si sono sviluppati gli eventi nelle varie tappe: l'ora dei preamboli però è finita,e ora partiamo con le rivelazioni,a cominciare dalla più eclatante; dal gp di Jerez Marc Marquez non si è mai più ripreso e ha saltato l'intera stagione; un mondiale senza il macina titoli mondiali alla guida della sua Honda RC213V; e la seconda rivoluzione,il titolo mondiale vinto dalla Suzuki del giovane Joan Mir,che con una costanza di risultati incredibile,nonostante una vittoria soltanto si è portato a casa il secondo titolo mondiale della sua carriera a soli 23 anni; un risultato straordinario che mancava alla casa di Hamamatsu dal 2000,anno in cui Kenny Roberts Jr. vinse il titolo della classe 500. Se pensate però che le sorprese positive siano finite qui vi sbagliate; innanzitutto possiamo dire grazie all'Italia con un fantastico Franco Morbidelli,che alla sua terza stagione in Motogp conquista ben tre vittorie e altri due podi,sostituendo Andrea Dovizioso in qualità di vice-campione del mondo con la sua Yamaha del team Petronas SRT,e non sono comunque da trascurare le vittorie di Dovizioso e Petrucci(una a testa) con la Ducati Desmosedici,che quest'anno si è aggiudicata il titolo costruttori,con una certa soddisfazione,visti anche i podi di Jack Miller(ben 4) e il podio di Pecco Bagnaia.


                                              
    Rimanendo in tema soddisfazioni di case motociclistiche possiamo dire che la KTM finalmente è diventata competitiva: ben tre le vittorie,due del portoghese più forte di sempre ovvero Miguel Oliveira che conquista il nono posto in classifica generale e lo spagnolo Pol Espargaro,che al suo terzo anno in Ktm conquista due pole position e ben 5 podi,conquistando il quinto posto in classifica generale,e di conseguenza la migliore KTM del mondiale(e anche il miglior risultato finale di Pol Espargaro); ma la terza vittoria di chi è? Beh sto parlando di Brad Binder,il numero 33,alla sua prima stagione in MotoGP firma la sua prima vittoria in questa categoria dimostrando tutto il suo talento con un undicesimo posto in classifica generale. Anche la seconda Suzuki di Alex Rins è andata bene,dopo un inizio non proprio rose e fiori,lo spagnolo di punta della Suzuki si è rianimato con una vittoria e ben 4 podi. Bilancio finale per la Suzuki: ottimo,la Ktm più che discreta,la Ducati ok,ma la Honda e la Yamaha? Beh per le due case motociclistiche che negli ultimi dieci anni,e anche prima,hanno dominato le varie stagioni mondiali,,per quanto assurdo possa sembrare,sono state le più sfortunate e quelle più al centro del mirino quest'anno; e voi vi starete sicuramente chiedendo il perché; la ragione è la seguente; se non fosse stato per Morbidelli e Takaaki Nakagami in piccola parte di questi due draghi giapponesi non sarebbero stati menzionati negli articoli dei giornali,intendo quelli che ne parlano positivamente; Perchè è quasi inutile dire che la Honda ha faticato quest'anno a stare nei primi dieci,nonostante i costanti miglioramenti del giapponese del team LCR che gli hanno dato il 10^ posto in classifica generale e una pole position sempre di quest'ultimo,e i due soddisfacenti podi del fratello di Marc,Alex,che giustamente ha faticato ad adattarsi alla Honda della MotoGP,perciò ci sarà molto lavoro da fare per i due team della casa di Kyoto. E la Yamaha? Beh,tre vittorie di Franco Morbidelli,secondo in classifica,tre vittorie di Fabio Quartararo,una vittoria di Maverik Vinales,un podio di Valentino Rossi,altri due podi di Morbidelli e di Vinales,cosa dovrebbe andare storto? Su Quartararo farò un articolo a parte e non voglio approfondire qui più di tanto,ma quello che è mancato nel giovane franco-siciliano e nel buono ma fragile Maverik è stata la costanza di risultati,che dopo un inizio più che promettente hanno fatto scendere la loro posizione in campionato fino ad ottenere un un 6^ ed un 8^,che per i loro standard sono risultati bassi. Purtroppo chi non ha dato emozioni,se non nelle prime gare della stagione è stato il nostro ormai datato campione Valentino Rossi,che escludo da ogni rimprovero,perché se c'è un fattore che ha condizionato il 2020 è la sfortuna,tra ritiri e il covid,poi vari problemi alla moto non hanno di certo aiutato il re di Tavullia. In conclusione,una stagione con nove vincitori differenti,innumerevoli colpi di scena,tanti protagonisti differenti,emozioni al 100% e un titolo mondiale eccezionale dal punto di vista storico,qulache piccola delusione c'è stata,come sempre ma è normale,come in ogni stagione: non ci resta altro che aspettare il 2021 con la nuova formazione e un calderone di emozioni che non si fermano mai!!
























sabato 14 novembre 2020

La Ducati nel 2021




La Ducati nel 2021: moto completamente snaturate o un giusto cambiamento dopo tanti anni?

Nell'attesa di continuare il capitolo sulla scuola dei piloti italiani,vorrei soffermarmi su un aspetto alquanto singolare che ha fatto gridare allo scandalo i puristi di una casa motociclistica in particolare: sto parlando della Ducati,la casa di Borgo Panigale che negli ultimi anni ha fatto sognare tutti coloro che guardano il mondiale SBK e che soprattutto ha sbaragliato la concorrenza con modelli straordinari come la Panigale v4 o la Streetfighter v4: quello di cui però voglio "discutere" con voi sono i cambiamenti tecnici interni alla ciclistica e alla telaistica delle ultimissime moto di serie prodotte. Per fare questo dobbiamo tornare indietro nel tempo fino al 2013,quando entrò in produzione la penultima bicilindrica di Ducati,la 1199 Panigale,un capolavoro sotto ogni punto di vista,che già aveva rappresentato un salto in avanti con l'eliminazione del telaio a traliccio in tubi d'acciaio,in favore di un telaio più votato al motorsport grazie all'utilizzo di una monoscocca pressofusa in alluminio. Gli anni sono passati e questa formula non è mai cambiata,né sull'ultima bicilindrica,ovvero la 1299 Panigale,né sull'ultima v4. La situazione per i puristi della Ducati già si faceva critica quando nel 2015 alcuni rumors parlavano della prossima sportiva di Ducati a 4 cilindri; io stesso gridai allo scandalo,ma quando nel 2018 all'Eicma venne presentata questa meraviglia che vedete lì sopra l'unico gesto che feci tra me e me fu: Chapeau,poiché la genialità degli ingegneri Ducati si vide in tantissimi aspetti,ma soprattutto il sound del motore era quasi uguale a quello del bicilindrico delle precedenti versioni,grazie agli scoppi regolari del motore: prestazioni ed elettronica fecero un ulteriore salto in avanti,e negli anni successivi,fino al 2020,con l'aggiunta della v4 r e della Superleggera in casa Ducati hanno raggiunto il Nirvana; ora però devo toccare un tasto dolente: questo riguarda due modelli che faranno parte della gamma 2021: ovvero la Multistrada v4 e il nuovo Monster,ve li mostro...


Monster 2021
Multistrada v4







Non si può di certo dire che siano brutte moto,anzi come al solito le prestazioni e l'elettronica sono al top,addirittura la Multistrada v4 ha potuto dimostrare tutta la sua perfezione,non solo con un aumento della potenza fino a 170 cavalli,ma anche l'aggiunta del radar,sì avete capito bene il radar; per alcuni potrà sembrare inutile ma fidatevi,è un'innovazione senza precedenti. Chi ha un occhio più attento avrà notato,nell'immagine del Monster,che è stata fatta una modifica piuttosto evidente al telaio,ovvero la monoscocca è stata montata al posto del traliccio che fino ad ora aveva montato su tutti i suoi modelli della serie Monster appunto....le sorprese però non sono finite; l'ulteriore scandalo che ha izzato le masse dei Ducatisti più puri è stata l'eliminazione del sistema desmodromico,ovvero il sistema storico di Ducati che prevedeva la chiusura meccanica delle valvole...cosa si può pensare? Che la Ducati stia completamente snaturando tutta la sua storia? Sì,può essere,oppure che voglia rendere le sue moto il più moderne possibile e,a malincuore,abbandonare quelle soluzioni tecniche che per anni hanno accompagnato la gamma delle moto bolognesi? Anche questo è probabile. Io non sono né in accordo né in disaccordo con i ducatisti più puri,penso solo che il progresso tecnologico e meccanico non si possa fermare,perciò,come è successo in varie occasioni,occorre anche adatttarsi a ciò che il futuro ci riserverà,senza prendere troppo sul personale queste situazioni,poiché infine si parla sempre di moto meravigliose che non faranno altro che portare alto il nome di una delle case motociclistiche più belle di sempre,perciò si può dire che la Ducati stia esagerando con le novità tecniche? Forse sì,ma ciò che vi posso assicurare è il fatto che le emozioni trasmesse da queste moto saranno per sempre nella memoria di tutti i motociclisti e,fondamentalmente ognuno di noi ne desidererà una nel proprio garage,anche se con due cilindri in più,con un sistema differente di distribuzione e con un telaio diverso.



100

La Storia della Bimota: L’Eccellenza Artigianale delle Moto Italiane Buongiorno Riders e appassionati! Questo è il mio 100° articolo. Anco...