Un ultimo sguardo a Valentino Rossi:
Grazie Leggenda!!!
Buongiorno a tutti, riders e appassionati; da ieri il motociclismo mondiale ha perso un tassello importante; il ritiro di Valentino Rossi è una delle notizie più conclamate di sempre, ma allo stesso tempo più sofferte di sempre. Ebbene tutti sapevano che questo giorno sarebbe arrivato, chi lo poteva negare? Ma per quanto scontato fosse, il segno lo ha lasciato questo annuncio; non solo per chi amava Valentino Rossi, ma anche per chi lo odiava. Che ci crediate o no all'interno del motociclismo mondiale Valentino Rossi era ed è tutt'ora un idolo, un esempio da seguire, una garanzia all'interno di un team e il simbolo della dedizione e passione italiana, nonché dei valori cardine del DNA motociclistico italiano, ovvero la ricerca del dettaglio costante, l'affinamento delle tecniche di guida e della posizione in sella e l'evolversi continuamente negli anni. Come ha detto il buon Luca Salvadori Valentino Rossi è stato in grado di adattare la sua guida ad ogni evoluzione della Top Class, dalle ultime 500' del 2000 e 2001, alle primissime MotoGP fino agli ultimissimi missili degli ultimi 4-5 anni. Ed ecco che ora va verso il ritiro, come i grandi campioni del passato, come i suoi rivali storici, dedicandosi ad altro. Ora però è il momento della mia analisi personale, poiché io sono... chi sono io? In realtà nessuno... anzi no qualcuno sono; sono uno degli innumerevoli fan del pilota di moto nostrano più longevo dell'era moderna e posso parlare liberamente. Il fatto che ora io parlerò bene di lui non significa che non vedo i suoi difetti né che non abbia fatto degli errori in 25 anni di carriera nel motomondiale, però sono stanco di vedere le persone profane, esterne a questo mondo, che non fanno altro che parlare solo del biscottone del 2015 oppure del 2008 a Laguna Seca con Stoner, inventandosi complotti di Rossi contro Stoner oppure contro Gibernau arrivando al 2005 con la gara di Jerez, mentre io parlo d'altro: quando si parla di un pilota così eclettico e talentuoso occorre guardare in faccia alla realtà e ammettere che fino al 2018 questo pilota è stato in grado di arrivare nelle prime 5 posizioni della classifica generale, e occorre ammettere anche che si è fatto fregare nel 2015 da un ragazzino di 22 anni quando lui ne aveva 36; questa è l'unica pecca per me di un pilota così straordinariamente sorprendente; una grossa pecca qualcuno potrebbe dire, ma è l'unica, tutto il resto si chiama agonismo e competizione. Quello che per me risulta ancora più impressionante non sono solo i suoi risultati in pista che vorrei ricordare a tutti voi; in ordine abbiamo record di vittorie(115), secondo solo a Giacomo Agostini che ne ha 122, record di podi (qui non è secondo a nessuno), 235, 65 pole position e 96 giri veloci; i titoli sono 9 e qui arriva un altro record, ovvero aver vinto il titolo in 4 classi differenti: 125, 250, 500 e MotoGP e l'unico italiano fino ad ora ad aver vinto la 8 ore di Suzuka nel 2001. I suoi risultati esterni sono quelli di team manager: come tutti i grandi piloti della storia ha fondato un'accademia per giovani promesse e il suo team, lo Sky Racing Team VR46 che è diventato uno dei team più vincenti e consistenti degli ultimi anni, vincendo il titolo con Pecco Bagnaia nel 2018 in moto2, vincendo alcuni titoli team e infine arrivando in MotoGP con le Ducati non ufficiali guidate dal fratellastro Luca Marini e dal campione del mondo della Moto2 in carica Enea Bastianini, entrambi piloti dell'academy di Vale. Il suo ranch di Tavullia ha fatto crescere tanti piloti di oggi e continuerà a farlo.
Perché mi mancherà? Per la stessa ragione per cui quando un vostro caro amico se ne va lontano e voi ci state male; voi ci scherzate ci passate il tempo, senza rendervi conto che è una parte integrante della vostra vita: poi arriva il momento in cui lui se ne va ed è lì che arriva il colpo al cuore. Lo ammetto, io ero il primo a criticarlo Vale e a trovargli 100 difetti nel suo modo di fare, nel non saper superare un evento accaduto ormai ben 6 anni fa, ma alla fine il mio cuore, la mia anima di appassionato, come l'anima di molti altri appassionati come me penseranno sempre a lui come a un baluardo del motomondiale, come prima di lui lo sono stati Crutchlow, Lorenzo, Pedrosa, Stoner, Dovizioso, Biaggi Melandri e Capirossi Questo vuol essere un po'un elogio, un po'una lettera sentimentale, un po' un'analisi della carriera di Valentino Rossi. Ciò che ha reso grande un grande pilota, che dopo il 2009, anno del suo nono titolo, è arrivato ad essere ancora altre tre volte vice-campione del mondo, e che a 40 anni ha ancora totalizzato due podi e 41 ancora uno. Negli anni ha visto i suoi sforzi realizzarsi e che ci crediate o no, dal 1996 ad oggi il Motomondiale era diverso; ma ogni bella storia ha un inizio e una fine, e questa è la sua. D'altro canto doveva passare il testimone e lo ha fatto. Qualcuno potrebbe dire? Perché non si è ritirato prima? Perché è andato avanti? Perché ha insistito così tanto anche quando non vedeva più la vittoria? Banalmente vi potrei rispondere che lo ha fatto per soldi e certo il guadagno c'è per lui, ma non è questa la ragione: secondo me semplicemente lui ha voluto continuare per confermare la sua voglia di fare risultati, di infondere passione e divertimento, e di far ricordare a tutti gli altri suoi eredi che lui c'era,che lui anni fa scriveva pagine di storia,che lui vinceva e che è stato l'anello di congiunzione tra la fine del vecchio motociclismo e l'inizio del nuovo.
Grazie Vale, la tua carriera, il tuo talento e le emozioni che hai regalato non verranno mai dimenticate!! Auguri per il tuo futuro!! Non serve che dica altro, per tutte le emozioni andatevi a vedere qualche video su youtube e ditemi se non vi verranno le lacrime agli occhi.







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