sabato 4 dicembre 2021

Ducati Panigale V2: il ritorno della bestia italiana nella Supersport600.

Ducati Panigale V2: il ritorno della bestia italiana nella Supersport600.





1997- 2005: questo fu il periodo in cui la allora gialla Ducati 748/749 correva in mezzo a un monopolio giapponese di motori quadricilindrici: di titolo ne arrivò uno solo, quello della primissima edizione del 1997 appunto, con il nostrano Paolo Casoli. Negli anni seguenti la bicilindrica di Borgo Panigale si fece comunque valere conquistando altre vittorie e podi, fino al 2005; come tutte le Ducati dell'epoca non contava tanto sulla forza bruta e sulla potenza esasperata, quanto sulla cilindrata maggiore e sulla coppia più poderosa e pronta degli scorbutici 4 cilindri nipponici (ugualmente straordinari). 




Ed ecco che, a distanza di ben 16 anni, grazie a Gregorio Lavilla e al suo amore per le derivate di serie è riuscito a convincere i responsabili di Dorna e a risollevare un Mondiale come la Supersport600, introducendo due nuove moto tra cui la Ducati Panigale V2. Certo ovviamente si tratta di tutta un'altra moto con una cilindrata di 955 cc e una potenza di 155 cavalli, rispetto ai vecchi 750 cc e poco più di 110 cavalli, ma le emozioni che si avvertono sono tante e tutte stupende. So che alcuni di voi saranno scettici, poiché pensare a una moto del genere in un contesto come la Supersport600 fa strano; alcuni potrebbero pensare a infilarla in una categoria come la Twins Cup, ma la decisione è stata ponderata e ben progettata per equiparare le prestazioni con le altre moto più "piccole". Credo che la Ducati si sia proposta di tornare poiché in questo momento ha un grande potere economico e sa che può ottenere molto con i piloti giusti e una preparazione adeguata: oltre a ciò il titolo nelle derivate di serie alla rossa italiana manca dal 2011 se parliamo di Superbike e la Superstock1000 non esiste più, dunque perché non tentare? Personalmente mi sento anche se solo in parte di appoggiare gli scettici, ma in questo caso le possibili critiche cadono in favore di una realtà imprescindibile: le "vecchie" Supersport 600 purtroppo non sono più un punto di riferimento nel mondo delle due ruote: a causa delle normative anti-inquinamento Euro4 e Euro5 il 600 spaccato non può più essere prodotto a meno che non si abbassi di molto la potenza del motore. Se ci fate caso ora le cilindrate adoperate sulle moto sportive sono o superiori a 600 perciò 650 o 660, altrimenti ci si lancia nelle 750 e 800, se non 900 e 950. Secondo la mia modesta opinione la Kawasaki e la Yamaha dovrebbero studiare due nuovi modelli per il nuovo mondo della Supersport: la Yamaha lo ha già in mente, ovvero la Yamaha R9, mentre la Kawasaki dovrebbe pensare a un modello come una ninja Zx-9r con il motore della naked Z 900, oppure una 750 come la Daytona della Triumph. Voi che ne pensate dunque del ritorno della Ducati? Come pensate che cambierà ulteriormente la Supersport600? Io spero sempre in meglio.








Nessun commento:

100

La Storia della Bimota: L’Eccellenza Artigianale delle Moto Italiane Buongiorno Riders e appassionati! Questo è il mio 100° articolo. Anco...