Freddie Spencer: Il Fenomeno delle Due Ruote
Freddie Spencer, conosciuto anche come "Fast Freddie", è una leggenda del motociclismo, un pilota americano che ha lasciato un segno indelebile nella storia delle corse su due ruote. Nato il 20 dicembre 1961 a Shreveport, Louisiana, Spencer è ricordato non solo per il suo straordinario talento, ma anche per aver stabilito un record che ancora oggi lo rende unico: vincere i titoli mondiali nelle categorie 250cc e 500cc nello stesso anno, il 1985.
Gli inizi e l’ascesa
Spencer ha iniziato a gareggiare in giovane età, mostrando fin da subito un talento naturale per la velocità e il controllo della moto. Il suo stile di guida fluido e la sua capacità di portare al limite qualsiasi mezzo lo resero un fenomeno precoce. Sul finire degli anni '70 il suo nome era impresso nelle menti americane; la tenacia, l'incredibile precisione di guida e la capacità di far andare forte ogni mezzo che toccava. Questo suo immenso talento destò non poco interesse e vi spiego il perché. Se Spencer colpì il responsabile comunicazione e i manager di Honda era perchè in quel momento gli Stati Uniti d'America erano il riferimento nelle competizioni e nel mercato di produzione; loro furono i primi a creare un vero e proprio mercato import export e con l' A.M.A. la formula di moto grosse di cilindrata tutto pepe e velocità il sogno americano diventava un'infatuazione per gli europei. Steve Baker vinceva così la Formula 750 mondiale del 1977, Pat Hennen si imponeva con le sue vittorie e l'anno dopo, il 1978, iniziò l'era di Kenny Roberts con la sua Yamaha che dominò fino al 1980.
Nel 1980, a soli 19 anni ecco che Fast Freddie fece il suo debutto nel Campionato del Mondo, attirando rapidamente l'attenzione degli appassionati e dei team ufficiali. Le primissime gare non furono semplici e sembrava una scommessa persa, ma era solo l'inizio.
Nel 1982, Freddie Spencer entrò a far parte del team Honda, un sodalizio che avrebbe segnato l’inizio di una carriera straordinaria. Con la Honda NS500, una moto a tre cilindri rivoluzionaria per l'epoca, Spencer dimostrò di poter competere con i migliori piloti del mondo.
Il trionfo del 1983
Nel 1983, Spencer conquistò il suo primo titolo mondiale nella classe 500cc, diventando il più giovane campione del mondo della categoria all'età di 21 anni, un record che sarebbe rimasto imbattuto per decenni. La sua rivalità con Kenny Roberts, un'altra leggenda del motociclismo, segnò quella stagione e regalò agli appassionati alcune delle gare più spettacolari di sempre. Il pilota della Louisiana entrò nel mito. Il suo talento cristallino era ineguagliabile e non era la sua sola peculiarità. Un suo tratto inconfondibile era l'approccio alla guida di quei cavalli di alluminio a due tempi. Spencer capì che per domare le potenze sempre crescenti delle 500 di quegli anni occorreva abbandonare la guida da manuale con le traiettorie rotonde e lasciare spazio a uno stile più aggressivo e scorbutico; in poche parole lui spigolava e fu il primo a fare questo, il cosiddetto frenare tardi e aprire presto, che ancora oggi accompagna lo stile di guida di qualsiasi pilota. Se il 1983 fu un anno incredibile il 1984 non lo vide trionfare a causa di difficoltà con la nuova Honda, ma ecco che dopo quell' '84 arrivò la svolta.
L’impresa del 1985
Il 1985 è l’anno che consacrò definitivamente Freddie Spencer nell’Olimpo del motociclismo. In quella stagione, riuscì nell'impresa di competere in due categorie contemporaneamente, 250cc e 500cc, vincendo entrambe i titoli mondiali. Questa doppia vittoria richiese una combinazione di talento, resistenza fisica e mentale, oltre a un’organizzazione impeccabile del team Honda.
Le gare del 1985 furono una dimostrazione di superiorità tecnica e strategica. Spencer dominò i circuiti, mostrando un' ottima capacità di adattarsi alle diverse caratteristiche delle moto e alle sfide delle due categorie. Alla fine di quel 1985 Spencer era in uno stato di grazia ed era acclamato e amato da tutti. Per farsi bello davanti al pubblico affermava di avere i superpoteri; diceva di poter vedere in un treno al passaggio a livello tutti i visi delle persone e ricordarne i lineamenti alla perfezione. Quelle erano storielle per impressionare sì, ma i piloti in griglia con lui parlavano effettivamente di caratteristiche "aliene" del pilota della Louisiana. Molti furono i racconti di uno Spencer che non sudava mai, uno Spencer che non voleva entrare nella clinica mobile, addirittura del fatto che dopo ogni gara la visiera del suo casco non aveva moscerini o sporcizia. Sembrava tutto meraviglioso, la gloria di Fast Freddie sembrava eterna.
La carriera dopo il successo
Dopo il trionfo del 1985 tutti si aspettavano un nuovo dominio. L'americano, sempre sulla sua Honda 500 Rothmans stampò la pole position al primo gran premio del 1986 al circuito di Jarama. Tutto sembrava regolare, quando a metà gara, mentre era in testa, alzò il braccio e tornò ai Box. Nessuno seppe mai il vero motivo di quel ritiro; sul momento disse di avere un po' di tendinite ma non approfondì la questione con il manager giapponese Kanemoto.
Quella gara fu l'inizio della fine per la sua carriera, poiché non solo non arrivava più a punti, non arrivava alle gare, non si presentava, assente ingiustificato a ogni singola gara di quel 1986. A volte chiamava Kanemoto dicendogli di scaldare il motore che arrivava e poi nulla. Alcuni suoi fan affezionati lo vedevano arrivare all'aeroporto, ma poi scompariva o si rifugiava nei motel. Questo comportamento andò avanti per molto e nessuno capiva il perché perché lui stesso non rilasciava dichiarazioni. Corse solo in Austria e il suo risultato fu un 16° posto.
Questa situazione si manifestò anche nel 1987 e nel '88. Quasi sempre assente e quelle poche gare a cui partecipava erano disastri, solo in Svezia al circuito di Anderstop ottenne un settimo posto.
Solo nel 1989 venne ripescato da un certo Giacomo Agostini, che all'epoca era Team Manager della Yamaha Marlboro e gli promise anche un più che buono stipendio. Spencer corse la stagione per intero ma le sue gare erano a dir poco anonime, solo in Spagna ottenne un quinto posto.
Dopo quell'ultima stagione disperata il pilota americano annunciò il ritiro dalle corse definitivo.
Solo nel 1993 e nel 1995 corse qualche gara in 500 e in Superbike, ma senza ottenere alcun successo. La sua fiamma si era spenta già da molto tempo.
La carriera di Freddie Spencer quindi si chiuse così, in maniera molto amara e solitaria. Per molti fu inspiegabile questo improvviso declino di un astro nascente che fino al 1985 sembrava imbattibile.
Viene dunque da chiedersi il perché di questo ribaltamento di situazioni. Negli anni fortunatamente il pilota americano si aprì e parlò molto della sua condizione fisica e mentale in quegli anni. Raccontò che quell'annata magica del 1985 in realtà per lui fu un incubo; passare da una moto all'altra e doversi ricordare dati, telemetrie, tempi su giro e differenze di guida in un solo weekend lo aveva provato fisicamente e mentalmente, inoltre dalle sue dichiarazioni sembrò che la Honda non gli diede appoggio in questa sua impresa e lui era quindi da solo. Questo avrebbe spiegato anche i suoi problemi di tendinite e quella scomparsa dalle gare, lui non voleva più avere a che fare con Honda; la prova completa la si ebbe nell' '89, poiché senza problemi passò da Honda a Yamaha.
Oggi il pilota della Louisiana è molto più presente nell'ambito del Motorsport, poiché fino a questo 2024 è stato Capo Steward in MotoGP.





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