I capolavori dell'ingegneria Italiana: peccati di gola finiti nel "girone del dimenticatoio".
Quella che vedete nella foto è la Gilera Supersport 600. Un gioiello degli anni 2000 che non abbiamo mai visto su strada(purtroppo). Perchè ve la sto mostrando?
Iniziamo col dire che se c'è un mondo che non smette mai di regalare emozioni,beh è proprio questo delle due ruote: per i motivi più disparati(ma comunque fondati) possono nascere dei capolavori proprio come la Gilera in foto,ma posso assicurarvi che ce ne sono molti altri,non solo italiani,e non solo sportive carenate,ma moto di ogni genere e forma. Ma perché è nata questa Supersport 600? Non è difficile immaginare la risposta,leggendo solo il nome del modello. Come sapete,il mondiale SSP 600 è nato nel 1997 e dopo la sparizione della Ducati 749 non vi erano più moto italiane,ma solo giapponesi.
Ed ecco che dalle profondità di Arcore nacque questa meraviglia,tutta "made in Italy"....tranne per il motore: all'epoca nessuna casa italiana disponeva di un 4 cilindri in linea di 600cc in grado di competere con le giapponesi,se non la Triumph TT 600(ve ne parlerò nel prossimo articolo). Così,armatisi di pazienza,la casa italiana si fece prestare il motore della Suzuki GSX-R 600 da 115 cavalli. Presentata nei vari saloni come EICMA,purtroppo non ottenne molti consensi e sfortunatamente gli italiani non mandarono giù il fatto del motore giapponese. Nonostante i test su strada molto positivi
il suo futuro nel mondiale Supersport era molto incerto e,non entrando mai in commercio,questa moto rimane un sogno per molti appassionati,un'arma da esposizione e non altro.
Passiamo ora ad un'altra sportiva rimasta nei musei: la Laverda SFC 1000. Alcuni di voi conosceranno questo marchio: la casa di Breganze e il suo logo tondeggiante con i colori della bandiera italiana ha fatto breccia nel cuore degli appassionati sin dagli anni 60',anticipando in un certo senso i tempi e portando sul mercato uno dei primi motori di cilindrata superiore ai 500cc,ovvero la 650 GT bicilindrica a quattro tempi...ma non divaghiamo e torniamo sul capolavoro in questione,ovvero la SFC:
in un periodo di rinascita,grazie anche al gruppo Piaggio,nella seconda metà degli anni 90',la casa veneta ha saputo come difendersi con modelli sportivi da 650cc e 750cc bicilindrici,ma le vendite non furono molte,dati anche i prezzi non proprio abbordabili. Questa fu l'ultimo baluardo,l'ultima speranza,ma nonostante una scelta azzeccata di motore,ovvero quella della vecchia Aprilia RSV 1000,portato a 136 cavalli e una ciclistica quasi perfetta anche lei come la Gilera non entrò mai in commercio.
Le motivazioni del suo fallimento furono,come spesso accade la delicatezza dei componenti(poiché erano molto raffinati) e il prezzo di partenza piuttosto elevato,per i tempi almeno.
Ed ecco,due supersportive meravigliose,italiane dalla testa ai piedi,che purtroppo non abbiamo mai visto su strada,data anche l'impossibilità dell'acquisto per motivi di unicità degli esemplari. Chissà se un giorno le vedremo di nuovo non solo in esposizione,dato che molte vecchie case motociclistiche italiane stanno ritornando sul mercato? Non possiamo saperlo di certo: è una speranza.



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