mercoledì 22 luglio 2020

Il mondo delle moto vintage di oggi

                                    


 Le moto vintage: una moda che ha preso il sopravvento o qualcosa di più che giusto?

Le moto vintage ormai sono fondamentali all'interno delle case motociclistiche: solo alcuni costruttori hanno deciso di non approdare in questo genere di moto,come Betamotor o Aprilia,ma è un dato di fatto che chi,oggigiorno acquista una moto di questo genere sa di essere nel giusto: le mode ci sono sempre state nel mondo delle moto,e come spesso accade,c'è un boom del genere che va di moda in quel momento o che ritorna di moda. Se pensate a quante rappresentanti aveva una decina di anni fa il mondo delle moto vintage,e se si guarda all'ultimo quinquennio c'è da non crederci: fino a una decina di anni fa,quando si voleva una vintage o quando si pensava ad una moto vintage avevi due opzioni: Triumph o Royal Enfield,per poi andare su alcune moto molto carine come la Honda cb 1100 ex,oppure la Kawasaki W 800,la Yamaha sr 400 o la Suzuki TU 250x Epicuro,mentre per le italiane c'erano le artigianali Mcdeeb o l'Aprilia moto 6.5.
Ma dal 2015 tutto questo è cambiato e quello che era un genere "di nicchia" è diventato uno dei generi più amati dai motociclisti. e vi dirò di più: il loro successo ha fatto sì che si spaziasse in tutte le cilindrate,fino ad arrivare ad avere 2 modelli da 50 cc. Non succede spesso che i modelli di un unico genere di moto superino di gran lunga tutti gli altri generi; si parla di 156 modelli,che spaziano non solo dai 50 cc ai 1000 e più cc,ma che si differenziano in molti sottogeneri. Ci sono le Neo sports cafè,le cafè racers,le roadster,le flat tracker,le desert sled o scrambler e infine le stradali classiche,ovvero repliche moderne dei capolavori degli anni 80'.
Più di 30 case motociclistiche possiedono moto di questo genere e ne continuano ad arrivare,ultima ma non ultima la Mutt Motorcycles,casa motociclistica inglese,che ha decisamente rotto la quarta parete delle moto minimal con la Razorback(al confronto la Vervemoto tracker 125 è una moto dalla dotazione ricca).


Quella che vedete di fianco alla Mutt Razorback è la Bullit Spirit 125,una cafè racer molto particolare e molto bella. Ma quali sono i punti di forza di queste moto? Beh sicuramente lo stile e le line la fanno da padrone,ma quello che colpisce è la capacità di regalare emozioni di queste moto che,senza potenze eccezionali e dotazioni di prim'ordine,sono sempre gestibili,con consumi piuttosto bassi,e con motori comunque robusti e vigorosi con una buona coppia soprattutto ai bassi e medi regimi ed un prezzo giusto in base alla cilindrata e alla dotazione di serie. Perciò queste moto possono essere la formula vincente per il mercato e si,probabilmente ora sono anche troppe,ma alla fine rappresentano il perfetto compromesso per poter andare in moto in piena sicurezza e per assaporare i piaceri della guida di un tempo con la modernità delle dotazioni elettroniche e meccaniche.
















martedì 21 luglio 2020

Ricomincia il Mondiale




L'attesa è finita... Jerez 2020,tutte e 4 le categorie del Motomondiale ci hanno regalato emozioni,gioie e dolori e grandi colpi di scena:
chi se lo aspettava che......?



Chi se lo aspettava che Fabio Quartararo vincesse la gara con quasi 5 secondi di vantaggio? Chi si aspettava che dopo la strabiliante rimonta di Marc Marquez,dal 16^ al 3^ posto,ci sarebbe stata una sua caduta esattamente nello stesso punto in cui aveva compiuto pochi minuti prima quell'epico salvataggio? Chi si aspettava che Dovizioso arrivasse al terzo posto,in una pista che per lui è sempre stata ostica? Ne abbiamo viste in questo GP e in tutte le categorie.
Sfortunatamente Cal Crutchlow e Alex Rins non hanno potuto partecipare alla gara,ma in generale,guardando la top 10 dell'arrivo sotto la bandiera a scacchi non ci si può lamentare. Ben 4 italiani su 5 nelle prime 10 posizioni e tutte e quattro le Ducati nelle prime dieci moto della classifica;
rispettivamente in ordine di arrivo,Andrea Dovizioso,Jack Miller,Pecco Bagnaia e Danilo Petrucci. Inoltre tre Yamaha su 4: Fabio Quartararo,Maverik Vinales e Franco Morbidelli. Due KTM,quella di Pol Esparagaro e quella di Miguel Oliveira,solo una Honda però: quella di Takaaki Nakagami al 10^ posto. Suzuki out con Joan Mir che cade nella prima fase di gare e Aprilia un po'sotto tono a causa di vari problemi al motore.
Duelli magnifici,colpi di scena incredibili,una gara emozionante a dir poco dal primo all'ultimo giro.
Se pensate che le gioie siano finite qui,guardate questa immagine:



Questo è Luca Marini,pilota del Sky Racing Team gestito dal fratellastro Valentino Rossi. Ed ecco la seconda gioia,questo giovane pilota che si porta a casa la sua quarta vittoria nel mondiale moto2,con un dominio gestito alla perfezione,chiude davanti alle due KTM di Tetsuta Nagashima e di Jorge Martin.
Stavolta gli altri piloti italiani non ci sono venuti incontro,terminando la gara in posizioni un po'basse,ma la vittoria di Marini basta e avanza per essere felici; anche il Giappone può dichiararsi soddisfatto,con il podio di Nagashima e anche con la moto 3 tra poco.






Questo è Tony Arbolino,giovane pilota italiano,che alcuni di voi si ricorderanno per le due vittorie conquistate nel mondiale moto3 2019: ebbene lui è stato l'unico degli italiani a portarsi a casa un podio nella giornata di domenica,il terzo posto per essere più precisi,chiudendo la gara dopo mille sorpassi e incroci di traiettoria e duelli infuocati dietro ad un mitico Ai Ogura e Albert Arenas: Questa volta,però altri due piloti italiani hanno fatto compagnia a Tony Arbolino: Celestino Vietti e Andrea Migno,che hanno chiuso la gara al quarto e quinto posto. 






Non andiamo ancora via,però,poiché c'è ancora una categoria da affrontare,ovvero la Motoe: eh sì,anche lei è partita in gran stile,con un Eric Granado che vince la gara davanti al campione del mondo in carica del 2019,Matteo Ferrari e a Dominique Aegerter. Granado ve lo ricorderete per le due vittorie del mondiale Motoe del 2019,un giovane brasiliano,che potrebbe anche vincere il titolo di questa categoria,diventando a tutti gli effetti il primo campione del mondo brasiliano.








Un inizio davvero avvincente,divertente,adrenalinico,voi appassionati lo aspettavate e dopo quasi tre mesi di quiete si è scatenata la tempesta: le domande sono molte,i dubbi ancor di più,ma una cosa è certa: se tutte le gare saranno come questa il motociclismo diventerà uno degli sport più belli del mondo,anche se per noi lo è già in realtà.







































mercoledì 8 luglio 2020

Il mondo delle maxi-naked moderne



Le supernaked: erano meglio prima o sono meglio oggi?

Giorni fa vi ho parlato delle maxi-sportive,di come si sono trasformate nel tempo,mettendo in luce pregi e difetti e parlandone nella loro complessità. E come non dare onore alle sorelle scarenate,figlie di quelle belve da pista?
Ecco,per chi fosse meno esperto dell'ambiente delle due ruote la formula delle moto naked è piuttosto recente: infatti il termine era stato coniato nel 1993 con la nascita del primo Ducati Monster,il 900,disegnato da Miguel Galluzzi. Il Monster 900 fu solo il primo di una lunga serie di moto senza la carena che caratterizzarono gli anni 90' e il successivo XI^ secolo. In realtà esistevano già alcuni esemplari di questo genere prima del 1993,come la Suzuki gsx 1100 Katana del 1981 addirittura,ma all'epoca si definiva soltanto scarenata. Ma ora la passeggiata nel viale dei ricordi è finita,perciò concentriamoci sulle odierne maxi-naked. Aprilia,BMW,Ducati,Suzuki,Kawasaki,Yamaha,MV Agusta e KTM rappresentano a pieno la filosofia delle naked dalle prestazioni da "Caccia bombardiere",senza dimenticarci di Honda,Moto Morini e Triumph. Motori che vanno dai 998cc fino ai 1301cc,bi o tri o quadricilindriche,e con potenze dai 140 cavalli fino ai 208.
Che dire? Queste sono ammiraglie tanto quanto le loro sorellone del cuore Maxi-sportive.
Se pensate però che le Hyper naked siano una novità degli ultimi anni,occorre ritornare di nuovo nella città dei ricordi,poiché le Maxi-naked esistono ormai da più di vent'anni. Negli anni se ne sono viste di tutti i colori,di tutte le forme e di ogni casa motociclistica. 
Come si possono dimenticare ammiraglie come la Moto Guzzi Griso 1200 8v da 110 cavalli,o la Ghezzi&Brian Fionda,la Benelli TNT 1130 da 158 cavalli o ancora muscle bikes come la BMW K 1300r da 175 cavalli,o la B-KING della Suzuki con il motore da 1341cc e 183 cavalli. Potrei andare oltre e citarvi altrettanti gioielli da collezione,anche tra le meno potenti del settore ma vi cito due esperimenti veramente esagerati.
Munch Mammut 2000 da 250 cavalli
drysdale v8 da 334 cavalli


Questo è quello che può creare l'uomo? Sì,questo e molto altro,ed ecco spiegatevi che le belve su due ruote esistevano già nei primi anni del 2000. Certo ora sono motociclette da strada,questi missili a due ruote,questi capolavori troppo estremi dell'ingegneria. Per alcuni,come sempre,al giorno d'oggi è tutto portato all'esagerazione,perciò la domanda che molti si pongono è: ma era meglio ieri o è meglio oggi?



Kawasaki z1000,Honda Hornet 900 e Triumph Speed triple 955(anno 2003)


La differenza sostanziale con le moto di un vent'ennio fa sta nel fatto che ogni cosa era al suo posto; le moto da strada rispettavano precisi canoni per lasciare spazio ai mostri che avete visto nelle due foto precedenti. Al giorno d'oggi,invece,sembra che tutto quello che un tempo non era possibile o che semplicemente non venisse considerato adesso lo si fa: abbiamo una moto naked con il motore sovralimentato(ovvero Turbo) da 200 cavalli e altre due che sembrano uscite da un film marvel,poiché sono quasi supereroiche con i loro 208 cavalli(Ducati e MV Agusta),ma abbiamo anche le più gestibili,come la Honda,la Suzuki e la Moto Morini. Quindi io non saprei rispondervi alla domanda che fa da incipit per l'articolo; è chiaro che i più "vecchiotti" siano affezionati alle old school bikes,ma credo che il progresso non si possa fermare; di conseguenza queste belve odierne non possono che meravigliare e stupire,rimanendo per molti un sogno proibito,come le loro sorelle carenate.














100

La Storia della Bimota: L’Eccellenza Artigianale delle Moto Italiane Buongiorno Riders e appassionati! Questo è il mio 100° articolo. Anco...