| Fabio Di Giannantonio |
| Marco Bezzecchi |
| Sam Lowes |
Vi piacciono le moto? Avete voglia di addentrarvi in questo magico mondo? EnginesLC è il posto giusto per voi. Schede tecniche di qualsiasi motocicletta,informazioni dal mondo del Motorsport e tanto altro ancora sul mio blog. Se le vostre caratteristiche sono passione,adrenalina ed entusiasmo non verrete delusi.
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Il motomondiale 2021: La stagione più bella di sempre!!!!
La Ducati ne ha vinte altre cinque, due con il fantastico Francesco Bagnaia, due con il pazzerello Jack Miller e una con l'incredibile rookie Jorge Martin. Il team Pramac, L'Avintia e la squadra ufficiale hanno dato al Mondiale un bello spettacolo fatto di colori, motori inarrestabili e prestazioni impressionanti su più punti di vista, anche grazie ai podi di Johann Zarco a quelli del rookie Enea Bastianini.
La Honda ha vinto tre gare con il reduce Marc Marquez ed è andata a podio altre volte, anche con il nuovo compagno Pol Espargaro. La Honda purtroppo è ancora nel baratro, dato che le non ufficiali non si sono praticamente viste, tolto un quarto posto di Takaaki Nakagami, il fratello minore di Marc non ha avuto nessun miglioramento e il giapponese ha deluso rispetto al 2020. Fortunatamente la Honda 2022 sembra molto più equilibrata e bilanciata nonché più consistente.
La KTM ha vinto altrettante due gare con gli outsiders Binder e Oliveira: le non ufficiali non sono state molto brillanti purtroppo: tolto il quinto posto a Le Mans di Petrucci e tre risultati in Top 10 consecutivi per il giovane Lekuona le arancio-nere austriache hanno faticato. A piccoli step, però, le ufficiali almeno stanno migliorando e non poco.
L'Aprilia è tornata a podio con Aleix Espargaro dopo 21 anni dagli ultimi due podi della 500 di Jeremy McWilliams e Tetsuya Harada. Oltre al podio la casa italiana ha fatto un bell'acquisto, come se la gallina dalle uova d'oro fosse arrivata a Noale; ecco che alla determinazione e passione di Aleix si è aggiunto il talento di Maverick che ovviamente nel 2022 avrà modo di dimostrare tutto il suo miglioramento.
Solo la Suzuki non ha brillato particolarmente in questa stagione; è vero che nel 2020 fondamentalmente i due iberici hanno conquistato "solo" una vittoria a testa, ma Mir e Rins hanno dimostrato un gioco di squadra impressionante e la costanza del più giovane Mir nonché la sua facilità nel risalire le posizioni e nello stare quasi sempre nei primi 3 avevano consacrato i due piloti di Hamamatsu in un duo magico imbattibile. Quest'anno, invece, per quanto l'ex campione del mondo ha portato la sua moto ben 5 volte sul podio e abbia fatto mettere la Suzuki nei primi cinque classificati a livello mondiale, non è bastato a ripetere l'impresa dell'anno precedente, mentre Rins è stato un completo disastro, tolto il podio di Silverstone; innumerevoli cadute e zero punti, un 2021 da dimenticare per il 26enne che fino al 2020 era il volto della Suzuki.
Parlando poi di squadre non ufficiali chi non se l'è passata tanto bene è il team Petronas, che al contrario del 2020 e del 2019, dove Morbidelli e Quartararo hanno vinto gare e fatto podi e vinto anche il titolo team, quest'anno con il veterano Rossi e il suo allievo Morbidelli, tolto un quarto posto e un podio di Franky, le difficoltà sono state immense e i risultati davvero scarsi. La sfortuna ulteriore è stata l'infortunio di Morbidelli che gli ha quasi compromesso l'intera stagione. Nello stesso tempo però Morbidelli è passato al team ufficiale in cui sarà nel 2022; al suo posto prima Crutchlow, poi Dixon, poi Gerloff e infine Dovizioso che fortunatamente correrà nel 2022 in team con il fratello di Brad Binder, Darryn: si spera in un futuro più roseo per questa squadra che era partita nel migliore dei modi.
Questo mondiale ha avuto molti vincitori fino ad ora: non è ancora del tutto finito, mancano due gare, ma abbiamo visto più nazioni e più piloti vincere, ben 8 piloti e ben 6 nazioni. Il bilancio è comunque positivo, l'Italia ha un altro vice-campione del mondo e tutti i 6 costruttori sono andati in qualche modo a podio, chi più chi meno. Quello di cui però non vi ho parlato molto bene è il duello tra il piemontese Pecco Bagnaia e il francese tanto acclamato. Per essere più precisi il duello tra i due giovani centauri delle rispettive case prestigiose Ducati e Yamaha ufficiali non c'è stato se non nelle ultime 5/6 gare. Certo le due vittorie consecutive e gli altri due podi hanno fatto volare alto il portacolori di Borgo Panigale, ma le sue speranze erano quasi nulle, anche con una terza vittoria; poteva esserci una variazione istantanea dell'ultimo minuto ma ormai il gioco è concluso e l'Italia è vice-campione del mondo per l'ottava volta di fila e con il quarto pilota diverso, nonché il secondo con moto italiana. Non so cosa succederà nel 2022, ma questo 2021 è stato sicuramente soddisfacente ed emozionante, per come è iniziato, come si è evoluto e come si è concluso. Alcuni piloti mi hanno e vi hanno deluso, ma il campione è uno alla fine e se lo vince il mondiale un motivo c'è... Vive la France!!! E che ci regali un altro titolo la Yamaha, ma magari di un altro pilota.... Franky sto parlando di te!!
Chi vincerà il titolo della SBK 2021? Il turco Razgatiloglu o il solito cannibale Rea? Un mese soltanto e potremo saperlo, al Mandalika, in Indonesia
Ebbene sì signore e signori: questo 2021 ci ha regalato una delle stagioni più belle della Superbike mondiale a memoria d'uomo; questa affermazione non è solo mia, ma di svariati piloti della MotoGP, incluso Fabio Quartararo stesso. Questa non è la solita stagione in cui il cannibale Jonny Rea domina dalla prima all'ultima gara e a fatica gli altri piloti cercano disperatamente di stargli davanti; questa volta il nordirlandese ha ben due rivali più che agguerriti e altri ancora che gli mettono il bastone fra le ruote, spingendolo a sbagliare più volte in gara e inducendolo a più di un ritiro; questo è molto insolito per Jonathan Rea, che oltre a collezionare vittorie era impassibile sulla sua Kawasaki Ninja; la stella che brilla di più quest'anno è il 25enne turco Toprak Razgatiloglu, che già affermatosi nel 2019 e 2020 migliora ancora di più il suo palmares raggiungendo fino ad ora 18 vittorie e 51 podi, con una stagione quasi perfetta e con una guida sublime, quasi perfetta, unita a una correttezza in gara degna di un campione del mondo... e giustamente è in testa alla classifica con 30 punti di vantaggio attualmente sul 34enne di Akashi. La loro rivalità è sana e a dir poco emozionante; però c'è un altro pilota che si aggiunge, il terzo re con la r: Scott Redding. Il britannico portacolori Ducati ufficiale, già vice-campione del mondo nel 2020 quest'anno si deve accontentare del terzo posto in classifica, ma migliora comunque i suoi risultati, arrivando ad avere 12 vittorie e 35 podi in carriera della Superbike, con duelli mozzafiato con gli altri due astri e domini dal primo all'ultimo giro, come quello di gara 2 in Argentina. Il cannibale ha semplicemente continuato a dimostrare il suo enorme talento, nonché la sua predisposizione naturale alla vittoria, vincendo comunque molte gare e salendo quasi sempre sul podio, arrivando a 110 vittorie e 213 podi, nonché 35 superpole e 90 giri veloci: un vero e proprio mostro. Il titolo quest'anno dovrebbe andare a Toprak, perché è stato l'unico pilota che ha messo veramente in difficoltà il conquistatore del Regno Unito; le egemonie prima o poi devono terminare e il turco sa come farlo; con un simile rivale la tua gara è difficilmente tranquilla, ma la Yamaha Yzf-R1 ha dimostrato di poter essere veramente competitiva e di poter stare dietro alle più veloci Ducati e Kawasaki con doti degni di un missile su due ruote come quelli della SBK. La soddisfazione non è solo quella del pilota e della nazione, ma anche della casa di Iwata, che dopo anni di silenzio da quel magico 2009 con Ben Spies, purtroppo non ha mai potuto cantare vittoria nel vero senso della parola, anche se le vittorie e i podi da parte di più piloti non sono mai mancate, sia in tempi recenti che nei tempi andati. Il titolo piloti e costruttori è realizzabile grazie a un binomio moto-pilota perfetto, senza ripensamenti.
Le soddisfazioni non sono finite qui però, perché per la prima volta dopo qualche anno l'Italia può contare su ben tre piloti che possono diventare seriamente qualcuno, anche se due di loro sono esordienti di categoria, ma ugualmente straordinari: sto parlando di Michael Ruben Rinaldi, Andrea Locatelli e Axel Bassani. Rispettivamente nati nel 1995, 1996 e 1999 questi tre piloti già conosciuti in altri contesti hanno realizzato qualcosa di incredibile: arrivare nei primi 10 tutti e tre in classifica generale e più precisamente Rinaldi 4^, Locatelli 5^ e Bassani 9^. 3 vittorie e 7 podi per il ducatista ufficiale, 4 podi per il lombardo di Yamaha ufficiale e un podio per il veneto innamorato della Panigale v4 r del suo piccolo team indipendente. Un fermento così elevato per i piloti nostrani non lo si vedeva da quando in SBK c'erano nella stessa stagione Max Biaggi, Marco Melandri e Michel Fabrizio.
Purtroppo ovviamente non sono mancate le delusioni da parte di piloti che tristemente accettano il fatto che il loro pensionamento si avvicina; sto parlando di Chaz Davies in primis, che ha annunciato il ritiro a fine stagione, del veterano Leon Haslam e dell'ultimo baluardo della Repubblica d'Irlanda, Eugene Laverty: loro tre non riescono più a tenere il passo degli altri piloti. Per Davies è la prima volta, per Laverty va avanti così dal 2019 e per Haslam più o meno dal 2020 è incastrato in questa situazione. Giustamente non tutti si chiamano Rea di cognome e la loro carriera è giunta al tramonto, come è normale che sia per tre piloti straordinari che prima degli altri hanno regalato stagioni meravigliose e vittorie meravigliose con le rispettive case con cui hanno corso. Per quanto riguarda i costruttori c'è una piccola sorpresa: non solo Ducati e Kawasaki ma anche Yamaha abbiamo detto, ma ovviamente parlo di un altro costruttore: la bavarese BMW, che con il veterano Tom Sykes conquista due podi e si è imposta in superpole una volta, mentre con il "nuovo" portacolori dell'Olanda Michael Van Der Mark conquista una vittoria addirittura in Superpole race, più un altro podio e due giri veloci, regalando un pochino di emozioni al marchio tedesco a cui mancava la vittoria dal lontano 2013. Per la Honda invece nulla di che a parte come al solito qualche buono sprazzo in termini di gara con lo spagnolo Bautista che ha conquistato comunque due podi, posizionandosi ancora una volta nono in classifica generale come nel 2020. Le altre BMW e le altre Honda non sono da prendere in considerazione.
Ultimo ma non meno importante è il capitolo Garrett Gerloff, il texano della Yamaha ufficiale; nel 2020 aveva stupito tutti con quei suoi tre podi e una bella crescita costante, perciò ci si aspettava un miglioramento: ci è stato? Beh per alcuni sì per altri no: due podi li ha aggiunti e da 11^ che era nel 2020 in classifica generale ora è 8^; potrebbe vincere anche il titolo indipendenti. Io sinceramente non posso criticarlo troppo perché per me deve ancora fare della gavetta per stare dietro ai big del mondiale... Non posso però escludere che in alcune gare sia stato totalmente anonimo nonché poco aggressivo, mentre la sua visibilità l'anno scorso era maggiore proprio per la grinta maggiore che impiegava nelle gare, anche quando arrivava decimo. Si spera che si riprenda al più presto per un 2022 con i fiocchi.
Il magnifico contributo della Superstock600 europea: una categoria troppo spesso dimenticata.
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| Franco Morbidelli |
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| Maxime Berger |
Oggi vi voglio parlare di una competizione che forse non è nota a tutti: il campionato europeo superstock 600; già vedo i vostri occhi stupiti chiedersi a quale generazione appartiene questa competizione; bene appartiene ai primi anni del 2000, in cui il fermento per le derivate di serie era ancora molto elevato e le novità delle case maggiori erano al top; questa storia parte nel 2005 e termina nel 2015, 10 anni di emozioni uniche e di piloti straordinari. Fondamentalmente il termine stock significa base, qualcosa che non cambia se non in maniera poco rilevante; ecco la stock 600 prendeva le moto del mondiale supersport600 e le modificava molto di meno, lasciandole molto vicine al modello di serie. Qualcuno di voi a questo punto potrebbe pensare che questo piccolo mondo non abbia creato talenti e che sia rimasta fine a sé stessa.... beh son contento... voi non avete idea di chi è uscito da lì. Prima di passare all'azione vera e propria con i nomi dei piloti che sono usciti da lì premetto questo: questa è l'unica competizione europea delle derivate di serie (Superstock 1000 esclusa) dalla quale sono usciti tanti, ma tanti nomi che in piccolo o in grande hanno realizzato risultati in carriera straordinari. Mi bastano solo tre nomi per farvi capire di che talenti è stata in grado di creare questa coppa europea:
Michael Van Der Mark, Franco Morbidelli e Toprak Razgatiloglu. Avete capito di chi vi sto parlando? Questi sono tra i tre piloti più forti dell'era moderna sotto i 30 anni! E non è finita qui, perché la lista va avanti con nomi come quelli di Loris Baz, Sylvain Barrier, i fratelli gemelli Sam e Alexander Lowes, Niccolò Canepa, Xavier Siméon, Davide Giugliano, Claudio Corti e atri ancora: dominatori della Superstock 1000 mondiale, vincitori o podisti in Superbike o Supersport, campioni del mondo e protagonisti di gare mozzafiato: questo è quello che ha creato il campionato europeo Superstock600: una scuola e una formazione meravigliosa per piloti altrettanto straordinari. Certo non tutti sono diventati campioni del mondo, né tutti hanno contribuito al mondiale in maniera massiccia, ma sia coloro che l'hanno vinta questa categoria che quelli che non l'hanno vinta sono diventati qualcuno di cui parlare...
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| Toprak Razgatiloglu |
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| Nikii Tuuli |
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| Michael Ruben Rinaldi |
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| Xavier Simeon |
Se volete ancora nomi eccovene alcuni piuttosto interessanti: Gino Rea, Jeremy Guarnoni, Maxime Berger, Yoan Tiberio, Vladimir Leonov, Ilya Mickalchik, Kevin Manfredi, Axel Bassani, Michael Ruben Rinaldi, Federico Caricasulo, Nikii Tuuli, Augusto Fernandez, Kyle Smith, Ondrej Jeztek. Dopo 11 stagioni purtroppo, con l'arrivo del europeo Moto2, questa piccola grande realtà è stata smantellata; fortunatamente è rimasta in alcuni campionati, come quello spagnolo e quello tedesco, quello italiano, anche se con pochissimi iscritti e con pochissima visibilità. Quello che vorrei lasciare a voi è il compito di andare su wikipedia, nella pagina in italiano, dove troverete non solo l'albo d'oro ma ogni stagione nel dettaglio. Nel frattempo eccovi le statistiche complete da me realizzate di questa competizione.
🇳🇱Michael Van Der Mark: 10
🇹🇷Toprak Razagatiloglu: 6
🇨🇵Maxime Berger: 6
🇮🇹Claudio Corti: 5
🇮🇹Marco Faccani: 5
🇧🇪Xavier Siméon: 5
🇨🇵Jeremy Guarnoni: 5
🇨🇵Florian Marino: 4
🇨🇵Yoann Tiberio: 4
🇮🇹Riccardo Russo: 4
🇮🇹Alessandro Nocco: 3
🇮🇹Marco Bussolotti: 3
🇨🇿Patrik Vostarek: 3
🇮🇹Danilo Petrucci: 3
🇨🇵Loris Baz: 3
🇮🇹Niccolò Canepa: 3
🇧🇪Vincent Lonbois: 3
🇧🇪Gauthier Duwelz: 2
🇮🇹Franco Morbidelli: 2
🇮🇹Davide Giugliano: 2
🇬🇧Gino Rea: 2
🇺🇸Joshua Day: 2
🇬🇧Dan Linfoot: 2
🇦🇺Jed Metcher: 2
🇮🇹Michele Magnoni: 2
🇮🇹Federico Caricasulo: 1
🇮🇹Michael Ruben Rinaldi: 1
🇪🇸Augusto Fernandez: 1
🇳🇱Roy Ten Napel: 1
🇨🇵Romain Lanusse: 1
🇮🇹Domenico Colucci: 1
🇮🇹Berardino Lombardi: 1
🇮🇹Giuliano Gregorini: 1
🇫🇮Niki Tuuli: 1
🇮🇹Nicola jr. Morrentino: 1
🇬🇧Kyle Smith: 1
🇮🇹Christian Gamarino: 1
🇬🇧Luke Mossey: 1
🇮🇹Eddi La Marra: 1
🇮🇹Andrea Antonelli: 1
🇲🇫Maxime Berger: 14
🇳🇱Michael Van Der Mark: 13
🇧🇪Xavier Simeon: 12
🇬🇧Gino Rea: 12
🇮🇹Marco Bussolotti: 12
🇲🇫Jeremy Guarnoni: 11
🇮🇹Riccardo Russo: 11
🇮🇹Niccolò Canepa: 10
🇮🇹Andrea Antonelli: 10
🇧🇪Gauthier Duwelz: 9
🇲🇫Yoann Tiberio: 8
🇲🇫Loris Baz: 8
🇦🇺Jed Metcher: 8
🇧🇪Vincent Lonbois: 8
🇲🇫Florian Marino: 8
🇹🇷Toprak Razgatiloglu: 8
🇮🇹Claudio Corti: 7
🇮🇹Federico Caricasulo: 7
🇮🇹Davide Giugliano: 6
🇺🇸Joshua Day: 6
🇲🇫Romain Lanusse: 6
🇮🇹Franco Morbidelli: 6
🇮🇹Christian Gamarino: 6
🇨🇭Bastien Chesaux: 5
🇮🇹Danilo Petrucci: 5
🇮🇹Alessandro Nocco: 5
🇮🇹Dino Lombardi: 5
🇮🇹Marco Faccani: 5
🇫🇮Niki Tuuli: 5
🇮🇹Michele Magnoni: 4
🇮🇹Domenico Colucci: 4
🇨🇿Patrick Vostarek: 4
🇮🇹Michael Ruben Rinaldi: 4
🇬🇧Gregg Black: 3
🇲🇫Sylvain Barrier: 3
🇬🇧Dan Linfoot: 3
🇪🇸Nacho Calero Perez: 3
🇳🇱Wayne Tessels: 3
🇳🇱Tony Covena: 3
🇳🇴Frederick Karlsen: 2
🇸🇰Thomas Krajci: 2
🇮🇹Alessandro Colatosti: 2
🇮🇹Eddi La Marra: 2
🇮🇹Daniele Beretta: 2
🇳🇱Roy Ten Napel: 2
🇮🇹Giuliano Gregorini: 2
🇦🇺Adrian Nestorovic: 2
🇪🇸Augusto Fernandez: 2
🇮🇹Andrea Tucci: 2
🇮🇹Davide Stirpe: 2
🇪🇸Garcia Forner: 1
🇪🇸Santiago Barragan: 1
🇨🇿Ondrej Jezek: 1
🇲🇫Matthieu Gines: 1
🇬🇧Alexander Lowes: 1
🇲🇫Florian Marino: 1
🇳🇱Joey Litjens: 1
🇮🇹Federico D'Annunzio: 1
🇬🇧Luke Mossey: 1
🇮🇹Fabio Massei: 1
🇲🇫Matthieu Marchal: 1
🇬🇧Lee Jackson: 1
🇨🇭Robin Mulhauser: 1
🇮🇹Luca Salvadori: 1
🇮🇹Manuel Tastasciore: 1
🇬🇧Kyle Smith: 1
🇮🇹Nicola jr. Morrentino: 1
🇮🇹Kevin Manfredi: 1
🇮🇹Stefano Casalotti: 1
🇲🇫Antony Dumont: 1
🇮🇹Davide Stirpe: 1
🇮🇹Axel Bassani: 1
🇮🇹Roberto Mercandelli: 1
🇮🇹Italia: 41
🇨🇵Francia: 23
🇳🇱Olanda: 11
🇧🇪Belgio: 10
🇬🇧Regno Unito: 6
🇹🇷Turchia: 6
🇨🇿Repubblica Ceca: 3
🇺🇸USA: 2
🇦🇺Australia: 2
🇪🇸Spagna: 1
🇫🇮Finlandia: 1
🇮🇹Italia: 130
🇨🇵Francia: 60
🇧🇪Belgio: 31
🇳🇱Olanda: 23
🇬🇧Regno Unito: 21
🇦🇺Australia: 10
🇹🇷Turchia: 8
🇨🇭Svizzera: 7
🇪🇸Spagna: 7
🇺🇸USA: 6
🇫🇮Finlandia: 5
🇨🇿Repubblica Ceca: 5
🇸🇰Repubblica di Slovacchia: 2
🇳🇴Norvegia: 2
🇨🇵Francia: 3
🇮🇹Italia: 3
🇧🇪Belgio: 1
🇬🇧Regno Unito: 1
🇹🇷Turchia: 1
🇳🇱Olanda: 1
🇦🇺Australia: 1
Qualcuno di cui parlare: Jules Cluzel
| Jules Cluzel nel 2009 con l'Aprilia RSV 250 |
| Jules Cluzel in moto2 nel 2010 con la Suter |
E
cco che ritorna la rubrica qualcuno di cui parlare: fino ad ora vi ho parlato di due baluardi delle derivate di serie per quanto riguarda la nostra nazione; ebbene oggi ci spostiamo nella patria più vicina a noi in termini di bandiera, la Francia e vi parlerò appunto di Jules Cluzel. Qualcuno di voi potrebbe chiedersi che cosa abbia di speciale questo pilota; vi basta il fatto che dopo Kenan Sofouglu è il più forte pilota del mondiale supersport 600 per numero di vittorie, podi, pole position e giri veloci? Se non vi basta beh... venite con me: questo ormai non più giovanissimo pilota(è del 1988) è uno dei piloti più completi che si siano mai visti; certo non ha titoli mondiali in carriera, ma la sua audacia e la sua costanza di risultati, anche cambiando totalmente categoria rimarranno impressi per sempre nella mente dei francesi. A questo punto è doveroso fare un recap della sua carriera: il suo esordio da wildcard avviene nel 2005, all'età di 17 anni, disputa quattro gare ma non ottiene punti; l'anno successivo passa direttamente alla 250 conquistando i suoi primi punti con l'Aprilia arrivando 20^ e 21^; nel 2008 ritorna in 125 con la Loncin, ma nuovamente non ottiene punti, finché non arriva la svolta: anno 2009, ritorna in 250 sempre con Aprilia e conquista il suo primo podio a Losail, secondo dietro a Hector Barbera e davanti al suo connazionale Mike Di Meglio; alla fine della stagione sarà 12^. L'anno succesivo avviene il passaggio in Moto2 ed ecco la magia: podio di nuovo a Losail e poi poco dopo, a Silverstone, arriva la vittoria. E' evidente, comunque, che il mondiale prototipi non fosse la sua strada ed ecco che inizia il capitolo più longevo della sua carriera, quello della SSP600: non mi dilungherò nel descrivere ogni stagione ma mi limiterò ad esporvi i dati numerici: 21 vittorie // 59 podi // 23 pole position // 14 giri veloci. Passando per Honda, MV Agusta e Yamaha ha fatto sognare tutti i suoi fan con duelli emozionanti fino all'ultima curva e sorpassi da capogiro: il suo numero 16 era sempre lì davanti nelle prime posizioni, ma..... Il povero Jules soffre della sindrome di Vegeta purtroppo: come altri piloti prima di lui non è mai riuscito, nonostante i suoi ottimi risultati, a ottenere un titolo mondiale, infatti è arrivato a essere ben tre volte vice-campione del mondo: purtroppo il suo sogno non si è realizzato, ma il suo talento e la sua grinta non sono mai mancate, basti pensare che la sua ventunesima vittoria e i suoi ultimi podi li ha totalizzati in questo 2021, contro ragazzi ben più giovani di lui. Non bisogna dimenticare, tra le altre cose, il podio del 2013 in Superbike con la Suzuki a Donington, che lo fece arrivare 10^ a fine stagione in classifica generale.
| Honda CBR 600RR |
| MV Agusta F3 675 |
| Yamaha Yzf-R6 |
| Yamaha Yzf-R6 |
Ho parlato di lui al passato, non perché non corra più, anzi è ancora in forma, ma non so per quanto ancora correrà, poiché quello che doveva fare lo ha fatto: se la sua maledizione non svanirà per magia, il sogno del titolo andrà sempre più lontano e con l'età che avanza le difficoltà aumentano; un altro aspetto che di certo non aiuta è il fatto che piloti come Luca Bernardi o Manuel Gonzalez sono molto più giovani di lui e hanno tutta una carriera davanti, perciò non credo che rinunceranno così facilmente al sogno di vincere il loro titolo. Tolta questa "maledizione" Jules Cluzel per me rimane tutt'ora ciò che è, ovvero una leggenda nel mondo delle due ruote, che a modo suo ha conquistato i cuori di tutti gli appassionati di moto dimostrando grinta, coraggio, instancabilità, versatilità, completezza e costanza, tutte doti che i più forti piloti della storia hanno avuto. Ecco qualcuno di cui parlare, il guerriero francese più valoroso che ci sia, anche se senza una terra conquistata.
| Loncin 125 del Mondiale, anno 2008 |
| Suzuki GSX-R 1000, Donington 2013 |
La Storia della Bimota: L’Eccellenza Artigianale delle Moto Italiane Buongiorno Riders e appassionati! Questo è il mio 100° articolo. Anco...