Qualcuno di cui parlare: Stéphane Mertens
| Mertens sulla Harris-Yamaha 500 |
| Mertens sulla Yamaha Johnson 250 |
Ecco che ritorna la rubrica "qualcuno di cui parlare": oggi vorrei presentarvi un pilota di cui quasi nessuno, esclusi i grandi appassionati delle due ruote, si ricorda, ovvero Stéphane Mertens; un pilota motociclistico del Belgio. Il Belgio non ha mai avuto un grande numero di piloti nelle competizioni su piste asfaltate, al contrario di quelle sterrate, dove i belgi sono stati i capostipiti del Motocross con nomi da pelle d'oca, a partire da Stefan Everts, per passare poi a Joel Smets o Eric Geboers, Georges Jobé e tanti altri. Tornando all'asfalto ecco che i nomi sono pochi, ma il nostro pilota in questione è rimasto impresso nel cuore di chi, come il sottoscritto ha sempre seguito la SBK mondiale. Mertens è stato uno dei primissimi vincitori di questa categoria, dal 1988 il suo nome era nei primi cinque della classifica mondiale, ma andiamo con ordine.
La sua carriera inizia un po'prima del 1988, più precisamente nel 1983, quando, venuto fuori dal campionato nazionale belga, esordisce nel motomondiale in classe 250 con la Yamaha; con risultati non esattamente eccelsi, soltanto qualche punto qua e là, va avanti nella medesima categoria fino al 1987, ottenendo nel 1986 un 13° posto in classifica generale come suo miglior risultato. Nel frattempo arriva secondo nel campionato europeo 250 e diventa nel 1984 campione nazionale 250.Mertens con la Yamaha
| Mertens con la Ducati |
| Mertens con la Honda |
Ecco che arriva il 1988 e la categoria Superbike diventa mondiale, inizia una nuova era e per il belga si presenta un'occasione, quella di dare una svolta alla sua carriera da pilota professionista; all'alba dei 30 anni salta in sella all'allora potente e performante Bimota Yb4 750 e all'esordio assoluto ottiene una pole position, un giro veloce e ben due vittorie posizionandosi quarto a fine mondiale. L'anno seguente cambia moto e passa alla Yamaha e qui conquista ben 4 vittorie e due giri veloci. Con una stagione molto buona arriva secondo a fine mondiale per soli 7 punti. Nel 1990 arriva la terza stagione e la terza moto, passando alla Honda RC30 750. Si aggiudica 3 vittorie una pole e due giri veloci, arrivando terzo questa volta. Nel 1991 la sua carriera in Superbike continua e cambia ancora moto, questa volta guida la Ducati la 888. Ottiene un'altra pole, altri 4 giri veloci e altre due vittorie ed è quarto a fine stagione, come nell'88'. Nelle stagioni 92', 93' rimarrà sulle Ducati ottenendo podi ma senza vittorie e arriverà due volte consecutivamente 7° a fine stagione. Bilancio finale 11 vittorie 45 podi 3 pole positions e 8 giri veloci. Pensate che sia finita qui?
Mertens è rimasto iconico nel mondo delle derivate di serie, poiché non ha soltanto vinto nella SBK, ma ha anche dato lustro alla sua nazione vincendosi nel 1990 il Bol d'Or e la 24 ore di Le Mans e nel 1995 il Mondiale Endurance, divenendo leggenda. Come se non bastasse nel medesimo periodo partecipa alla Thunderbike Trophy, una sorta di antesignana della supersport 600 durata due edizioni soltanto. In queste due edizioni Mertens è riuscito ad ottenere la bellezza di 7 podi, arrivando rispettivamente terzo e quarto. Siamo giunti quasi alla fine della carriera del belga più consistente e talentuoso delle derivate di serie: il 1997 è l'anno di inizio del Mondiale Supersport 600 e il buon Stéphane, ormai quasi quarantenne decide di provare ancora l'ebbrezza della guida in pista, salendo sulla Suzuki GSX-R 600 ed ottenendo ben 3 podi, un giro veloce e il 6° posto in classifica generale a fine stagione. Qui si concluderà la sua carriera di pilota anche se fino al 2008 si iscriverà al Mondiale Endurance. Questa è la storia della carriera di un pilota che tutti dovrebbero conoscere, un guerriero eccezionale del Belgio che non ha vinto di titoli certo, ma che è passato attraverso tutti gli step delle derivate di serie del periodo in cui correva, facendo sognare la sua nazione e in realtà anche un po'tutti noi ed entrando di diritto nella Hall of fame dei piloti motociclistici. Fortunatamente negli anni 2000, ben due piloti arriveranno a raccogliere la sua eredità, Keymeulen e Siméon, vincendosi entrambi un titolo mondiale, ma questa è un'altra storia per un altro articolo.
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