mercoledì 27 aprile 2022

La MotoGP odierna: com'è cambiata rispetto ai primi anni?

La MotoGP odierna: com'è cambiata rispetto ai primi anni?





Buongiorno a tutti, motociclisti e appassionati, lettori di questo blog. So che è passato un po'di tempo dall'ultimo articolo, ma sono qui per recuperare ed eccovi una chicca che potrei definire come un'analisi soggettiva di quello che è la MotoGP odierna. Per chi ancora è un novellino/profano di questo mondo l'era della MotoGP è iniziata nel 2002, in sostituzione della mirabolante e indimenticabile classe 500, che era terminata nel 2001 appunto, con il titolo di un certo Valentino Rossi a bordo della sua Honda NSR 500.
Occorre dirlo, anche se potrebbe essere ovvio, che questa categoria negli anni ha subito innumerevoli cambiamenti e ha visto nascere e crescere i più grandi talenti di tutto il mondo. . . ebbene sì i più forti piloti del mondo racchiusi in una griglia di partenza che conteneva poco più di 30 piloti (ora sono poco più di 20). Questo non vuole essere tanto un elogio ai miti del passato o ai giovani dei giorni nostri, quanto un volervi mostrare cosa oggigiorno le persone e il sottoscritto notano di diverso o di "strano". 
Per fare questo si parte da una premessa semplice: tutti coloro che vivono la passione della moto come la vivo io vedono i piloti di questa categoria come degli eroi, degli alieni, dei superuomini in grado di reggere e gestire qualcosa come 270 o più cavalli e 350/360 km/h su due ruote!!! Roba da matti, da matti duri. Alcuni credono che da quando se ne sono andati talenti come Valentino Rossi o Dani Pedrosa o Stoner o Crutchlow o Lorenzo la MotoGP non sia più la stessa e la frase che senti dire è sempre questa: "Eh ormai non ha più senso vedere la MotoGP, non c'è più nessuno". Non si può ragionare così, perché è brutto da dire, ma ormai questi piloti sono vecchi e non potrebbero più competere, per ovvie ragioni d'età appunto. La MotoGP deve evolversi e occorre lasciare spazio ai giovani; vi posso garantire che i talenti degli ultimi anni hanno il medesimo talento e la medesima forza dei "vecchi" piloti dei primi anni del 2000. Lo si può vedere dai salvataggi che compiono, dalle rimonte, dai duelli mozzafiato, dalla loro capacità di stupire e meravigliare e dalla loro tenacia e grinta, dagli angoli di piega che raggiungono e altri fattori ancora. 







Cosa è cambiato quindi negli anni? Ciò che prima non condizionava la mente dei piloti, almeno non molto, era la quasi totale assenza dei Social Network: fino al 2009 Facebook non esisteva, nemmeno Instagram o altro ancora. C'era Internet è vero, ma era agli albori, perciò se un pilota sbagliava una gara o arrivava un po'in fondo per 2500 motivi aveva al massimo la pressione del Team e di qualche giornalista affamato di scandali e notizie sensazionali. Oggigiorno invece la pressione psicologica dei Social Media ha fatto sì che i piloti siano sempre condizionati mentalmente da ciò che i più beceri e ignoranti individui possano dire su di loro con migliaia di post inutili e senza senso. Un altro aspetto che ha cambiato le regole di questa meravigliosa categoria è la velocità, la velocità con cui i team decidono il mercato piloti. A metà stagione in corso si è già deciso dove i piloti devono andare l'anno dopo e questo non fa altro che creare disagi, malcontenti, litigi e delusioni. C'è ovviamente il pilota che reagisce meglio e quello che reagisce peggio, ma generalmente il risultato ottenuto è quello. La fragilità mentale dei piloti è diventata preponderante, più della fragilità del mezzo. Con queste dichiarazioni non voglio nè attaccare nè difendere nessuno, ma è inevitabile fare un confronto con quelli che negli anni 2000 scendevano in pista, lottavano come leoni e pensavano alla loro soddisfazione personale e a quella del Team, per il raggiungimento dell'obbiettivo principale, ovvero il titolo. Questo avviene ancora oggi in realtà poiché gli obbiettivi motociclistici sono rimasti gli stessi nella mente dei piloti, ma nello stesso tempo ti vedi situazioni come quelle di Dovizioso con Petrucci, che in un certo momento sembravano due bambini dell'asilo che litigavano per la minima cosa e si facevano i dispetti l'uno con l'altro, o litigate su Instagram tra Jorge Lorenzo e Jack Miller davvero imbarazzanti, per non parlare poi dei silurati come Anthony West che si mette ad attaccare su Facebook uno come Valentino Rossi... follia pura!!! Inoltre anche la fragilità fisica è diventata protagonista degli ultimi anni, perché la sindrome compartimentale è venuta fuori in almeno cinque o sei piloti, se non di più. Un  ultimo aspetto che mi piacerebbe sottolineare è l'imprevedibilità delle gare che si susseguono: da un lato sono uno spettacolo dopo l'altro e danno emozioni incredibili, regalando più vincitori e non una noiosa egemonia, ma dall'altro lato c'è troppa diversità di risultati: gente che passa dal vincere una gara, poi la volta dopo ottavo, poi podio e poi decimo e via così: certo non vale per tutti, ma è come se le moto o i piloti decidessero saltuariamente di dare forfait e non andare più, così per spasso.


Vorrei concludere dicendo che questa analisi non ha alcun scopo negativo, non vuole essere una critica accesa ai piloti della MotoGP, poiché io sono un granello di polvere che loro calpestano quando camminano; non sono nessuno per criticare o per dare consigli a questi ragazzi, ma ciò che vi ho elencato rappresenta un pensiero comune a molte persone, un flusso di coscienza che in molti hanno già espresso prima di me, che non vuole essere altro che un insieme di constatazioni e deduzioni. Questi ragazzi che corrono e rischiano la vita ogni giorno per la loro passione sono i re delle due ruote e meritano tutto il rispetto del mondo solo per questo fatto. Ovviamente tante cose sono cambiate, molti aspetti si sono evoluti in positivo per giunta e se i campioni del passato regalavano un pacchetto di emozioni a non finire questo capita tutt'oggi, con i piloti della nuova guardia, che gara dopo gara ti fanno provare adrenalina, passione, amore per questo sport motoristico che non smetterà mai di meravigliare!!!!!!!


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