martedì 16 agosto 2022

La Mondial Piega 1000: un mito dimenticato ma meraviglioso da ricordare!

La Mondial Piega 1000: un mito dimenticato ma meraviglioso da ricordare!


Buongiorno a tutti voi motociclisti e appassionati di due ruote scintillanti, di cordoli sportivi e di Pieghe oltre i 40° ; oggi voglio un po'rispolverare un ricordo di ben 21 anni fa, ovvero dell'anno 2001. Chi conosce questo blog sa quanto amo i primi anni del XXI° secolo della produzione motociclistica e di fatti, questa moto di cui mi accingo a raccontarvi la storia è qualcosa di semplicemente meraviglioso, un'opera di ingegneria italiana e non solo, che purtroppo, come altre sue colleghe di quel periodo ha avuto una sfortuna immensa, sebbene un barlume di luce lo abbia visto. Questa moto è la Mondial Piega 1000. . . quasi non ci si crede a dirlo; una moto così elitaria da produrre un mezzo con una cilindrata simile, quando la Mondial Motors, in passato, ha sempre per lo più trionfato nelle cilindrate piccole (125, 250); dunque perché avventurarsi in un progetto simile? Erano anni quelli in cui le case oramai defunte, dalla Laverda, alla Gilera, alla Italjet e altre ancora cercavano di rinascere, puntando a una categoria in particolare; quest'ultima poteva essere la Superbike o la Supersport600. La Piega 1000 si voleva collocare lì ed ecco che, nei suoi tre anni di sviluppo, i meccanici ed ingegneri superstiti della casa emiliana, si concentrarono per creare un capolavoro su due ruote. . . E ci riuscirono. Preso il motore della vincente Honda VTR 1000 bicilindrico da 140 cavalli di partenza, tutto il resto era made in Italy!!! Ogni minimo dettaglio aveva un solo obbiettivo, stupire il mondo intero e diventare un'icona della pista. 





La Piega 1000 nasceva infatti con l'obiettivo di collocarsi nella fascia più elitaria del mercato delle super sportive. Il suo telaio realizzato con architettura a traliccio, in cromo molibdeno vanadio, nel quale viene ospitato un motore bicilindrico HRC Honda a V di 90° assicurava più elevate prestazioni. La curva di erogazione era stata variata grazie all'utilizzo di una centralina Efi, con un software che interagiva con il sistema di iniezione e di accensione. La forcella è di tipo upside down con steli da 46 mm, con trattamento TIN (trattamento antifrizione al nitruro di titanio) realizzata da Paioli, era facilmente regolabile, sia in precarico molla che in idraulica. L'ammortizzatore posteriore e l'ammortizzatore di sterzo erano prodotti, su specifiche Mondial, da Ohlins, ed erano di facile regolazioni. L'impianto frenante era Brembo serie Oro, con 2 dischi flottanti da 320 mm. e pinze a 4 pistoni sull'anteriore, e disco da 240 mm. con pinza a 2 pistoni sul posteriore. Le ruote erano realizzate in lega leggera a 5 razze cave su progetto MondialLe sovrastrutture erano realizzate in carbonio, verniciate con i tradizionali colori Mondial, argento e blu, sulla quale sono stati lasciati inserti in carbonio a vista. Lo scarico in titanio, prodotto da Arrow, era posizionato a scomparsa sotto la sella del pilota, che liberava totalmente la visuale su un forcellone rivestito in carbonio. Il suo peso a secco era di 182 kg.

Il prezzo alla data di presentazione andava da 24.900 euro a 26.190 euro


Purtroppo questo gioiello su due ruote non ebbe il successo sperato. Il suo prezzo esagerato per i tempi, la sua delicatezza a causa dei materiali utilizzati, nonché a quanto pare la difficoltà nello stare dietro ai tempi delle altre Superbike, permisero alla Piega 1000 EVO (versione più racing) di fare solo alcuni test in pista, e ci fu solo una presentazione stampa con Aaron Slight; qualche sporadica partecipazione all'Endurance totalmente ininfluente, poi più nulla e così l'avventura SBK di Mondial finì prima di iniziare. . . Un vero peccato per una moto così bella e maestosa, che oggigiorno è rimasta un'arma da esposizione ed è posseduta da alcuni amanti estremi di quel mezzo che venne prodotto in poco più di 150 esemplari. Come altre sue colleghe di quel periodo la Piega 1000 ebbe molte sfortune, come del resto ne ebbero ancora di più le meravigliose ma sconosciute al pubblico, naked RZ Nuda e RZ Starfighter. La storia di Mondial riprenderà poi nei recenti anni con l'attuale produzione delle moto piccole (125, 250) e il ritorno del nome Piega su una bellissima naked di 125cc. . . Chissà se lei avrà più fortuna della sua antenata? 

















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