lunedì 10 ottobre 2022

Un omaggio a Phil Read: una leggenda indimenticabile.

Un omaggio a Phil Read: una leggenda indimenticabile.

Read sulla Moto Morini


Read su Norton

L'ispiratore Geoffrey Duke


Qualche giorno fa, precisamente il 6 ottobre, Phil Read, è venuto a mancare uno dei piloti più rappresentativi della storia del Motomondiale. 

Vincitore di 7 titoli e Ammiratore di Geoff Duke, i primi successi che lo fecero conoscere nel mondo del motociclismo vennero ottenuti nelle gare del Manx Grand Prix, la gara che si svolge sull'Isola di Man e che può essere considerata l'alternativa del Tourist Trophy destinata ai piloti privati.
Vicecampione nazionale per la classe 500 nel 1960 alle spalle di Mike Hailwood, l'anno seguente decise di partecipare al motomondiale correndo nella classe 125 con una EMC e utilizzando una Norton nella classe 500 e nella classe 350, proprio in quest'ultima classe ottenne la prima vittoria in un Gran Premio di motociclismo, per la precisione nel Tourist Trophy. Dopo vari cambi di scuderie (Yamaha, Gilera) e di categorie Read tornò al successo nel 1964, anno in cui con la Yamaha divenne campione della classe 250 a seguito di 5 vittorie e 46 punti iridati, e nelle stessa stagione vinse anche il Gran Premio motociclistico dell'Ulster nella classe regina. Erano anni di un motociclismo diverso. Meno professionistico ma più viscerale. Non era infrequente che i piloti partecipassero a più classi nella stessa giornata. Lo stesso Phil correrà in ben 4 classi contemporaneamente nel 1963 e 1964: 125, 250, 350 e 500. Misure, prestazioni, traiettorie, riferimenti e setup completamente diversi. 

Nel motomondiale 1965 bissò il titolo dell'anno precedente nella 250 (sette vittorie ottenute negli Stati Uniti, Germania, Spagna, Francia, Paesi Bassi, Cecoslovacchia e Ulster) e vinse anche una corsa, ancora il Tourist Trophy, nella 125. Ancora nella stagione 1967 il britannico fu secondo nella quarto di litro dopo Hailwood (campione perché poteva vantare una vittoria in più di Read pur a parità di punti) e vicecampione della ottavo di litro con 40 punti, dietro solo al connazionale Bill Ivy.
Nel 1968 gli riuscì l'ambita e tanto cercata doppietta 125-250. Pilota molto esperto e competitivo, vinse un altro titolo mondiale della 250 in sella a una Yamaha nel 1971, frutto di tre successi e 73 punti iridati. Nello stesso anno tornò nella 500 con la Ducati per poi correre più stabilmente in top class con la MV Agusta, che lo ingaggiò come gregario di Giacomo Agostini, ruolo che Read rifiutò: nacque così il grande attrito tra i due campioni.
Nel 1973 fu campione del mondo nella classe 500 con tre successi (in Germania, Paesi Bassi e Svezia) e 69 punti raggranellati nella classifica finale. L'entusiasmante trionfo fu bissato anche nella stagione seguente ma non nel 1975, annata in cui nonostante i primi posti ottenuti nel Gran Premio del Belgio e nel Gran Premio di Cecoslovacchia fu distante dal grande "Ago" di soli otto punti (84 l'italiano, 76 l'inglese).
Nel 1976 corse ancora nella mezzo litro con la Suzuki, disputando tuttavia solo i primi tre Gran Premi in cui ottenne un secondo posto, un terzo posto e un ritiro. Nel 1977 passò alla Honda, con cui vinse alla guida di una motocicletta di grossa cilindrata il Campionato del Mondo TT-F1: per questo successo non mancarono le polemiche contro la direzione di gara, che interruppe la competizione dopo quattro dei cinque giri previsti per colpa delle condizioni meteorologiche in peggioramento, quando proprio Phil Read era passato al comando dopo che alla fine del terzo giro Roger Nicholls si era fermato ai box per rifornire di benzina la sua Ducati mentre aveva un vantaggio sullo stesso Read di ben 22 secondi. In quella stessa edizione del TT ottenne anche la vittoria del Senior TT e la frattura di una clavicola durante le prove del Classic TT nel tentativo di fare una clamorosa tripletta[2]. L'ultima gara disputata da Read fu il TT 1982 all'età di 43 anni, poi si ritirò dall'agonismo: chiuse la carriera con 145 Gran Premi disputati di cui 52 vinti e 121 finiti sul podio. Ma non è finita qui. Se nel tecnico e certosino Mondiale dei prototipi non c’è più posto per Read, le strade chiuse del Tourist Trophy lo accolgono a braccia aperte. Nel 1977 vincerà nel TT-F1 e nel Senior TT. Il polo positivo delle vittorie e quello negativo degli infortuni saranno una batteria la cui corrente lo spinge al ritiro dalle gare in moto nel 1982.





Ritagliarsi un ruolo tra simili leggende non è facile, ma Phil ci riuscirà con onore.


Phil Read non era un pilota molto corretto, anzi: era aggressivo in gara, a volte sfrontato e anche indisponente con gli avversari, soprattutto Agostini. Molti sono i racconti di atteggiamenti poco educati di Read, ma nonostante ciò come ogni grande campione che si rispetti, aveva i suoi lati positivi e i suoi lati negativi e uno dei suoi lati positivi stava nella sua guida, rotonda e veloce, come solo i veri inglesi di quel periodo sapevano fare: Riposa in pace Phil Read, la tua anima è ora insieme a quella del tuo ammiratore e connazionale Geoffrey Duke e a quella del tuo rivale/amico Mike Hailwood. I tuoi 7 titoli mondiali risuoneranno in cielo come la tua MV Agusta a 4 cilindri con cui ci incantavi. 



Ho corso abbastanza, ho vinto abbastanza, mi sono fatto male abbastanza. Ne ho abbastanza”.

























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