venerdì 9 dicembre 2022

A noi piace Cult!!!!!!!! Una storia che non ho mai raccontato. . .

A noi piace Cult!!!!!!!! Una storia che non ho mai raccontato. . .


Buonasera ragazzi, come state? So che la rubrica costruttori e Superbike deve ancora terminare, ma dopo la triade composta e occupata dalla Ducati ho deciso di prendermi una pausa e di dedicarmi ad altro materiale, questa volta storico. . . Chi mi conosce sa che quando si parla di storia delle moto mi si illuminano gli occhi e in questo articolo vi voglio parlare degli anni 60' !!!! Un decennio che ha aperto le porte del Motomondiale alle nazioni più incredibili che si potessero immaginare e di conseguenza alle loro moto!!! Svezia, Ungheria, Unione Sovietica, Finlandia, Giappone, Rhodesia e perfino Norvegia e Danimarca e ancora altre nazioni di cui vi parlerò in seguito. Circuiti ormai dimenticati, piloti di un'era passata, moto il cui solo nome fa venire i dubbi sul perché quasi nessuno parli di questo decennio meraviglioso per le competizioni; un'epoca dorata che ha anticipato gli esplosivi anni 70'. Una premessa è d'obbligo farla, poiché i nomi sono veramente tanti e fatalmente dovrò trascurare alcuni nomi, ma cercherò di dare spazio a molti piloti il cui nome riecheggia oramai solo nei musei nazionali, che parlano di un motociclismo viscerale e impavido. Costoro hanno sfidato la morte, le leggi della fisica e gli stereotipi di un mondo non pronto (inizialmente) a questo stravolgimento.

Per iniziare un'icona del nord Europa: Sven - Olof Gunnarsson: 
Classe 1935, costui fu il punto di riferimento per la scuola svedese che conobbe nomi come quelli di Kent Andersson e Borje Jansson negli anni 70: 50 gare tra il 1960 e il 1974, 7 moto diverse e tre categorie differenti (250, 350, 500). Il massimo splendore lo raggiunse nelle stagioni 1962 - 1963, in cui riuscì nella non facile impresa di conquistare due podi, entrambi nel gran premio di Finlandia, rispettivamente secondo nella 500 con la Norton e terzo nella 350 sempre con la moto inglese. Ma i suoi risultati non furono limitati a quei podi, altre volte lo svedese si impose nei primi dieci, guadagnando altri punti, riuscendo addirittura a posizionarsi  10° nel 1962 in 350 con un quarto posto sempre in Finlandia. Morirà nel 2007 a soli 67 anni, venendo ricordato come "Esso" Gunnarsson, per aver combattuto contro piloti dal talento incredibile e per averli anche battuti, in alcune occasioni. 






Per continuare un altro talento come non se ne sono mai visti:
Frantisek Statsny.
In questo caso parliamo di un cecoslovacco che lasciò il segno e non poco; altri suoi connazionali diventarono celebri, soprattutto Gustav Havel, ma nessuno di questa nazione si impose quanto lui; classe 1927, dopo aver vinto cinque titoli nazionali (4 in 350, 1 in 500), esordì nel 1957 con la Java, la moto con cui corse per tutta la sua carriera fino al 1969 in tre categorie diverse (250, 350, 500). 
Fin dall'esordio di quel 57' con il quinto posto in Olanda si capiva che Statsny ci sapeva fare ed infatti, soprattutto nella classe 350, la sua Jawa conquistò 3 vittorie e 15 podi, arrivando ad essere vice-campione del mondo nel 1961, ma non contento conquistò 1 vittoria e cinque podi nella mezzo litro, arrivando quarto nel 1966. . . bilancio finale, 4 vittorie e 20 podi, una carriera straordinaria e una vita dedicata alle corse e alla Jawa. Ci lascerà nel 2000 a soli 73 anni, dopo essere stato commentatore televisivo per anni nella sua patria natia. Un'icona come Gunnarsson, indelebile e indimenticabile. . . Nessuno come lui. 











Questi due grandi nomi erano i primi di una lunga lunga serie sugli anni 60', perché di storie meravigliose ce ne sono innumerevoli !!!!!!




















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